La redazione di Meridiano 13 consiglia i migliori articoli 2025

Il 2025 è stato un anno di crescita e rafforzamento per Meridiano 13. I lettori sono cresciuti, così come le interazioni. La nostra newsletter ha raggiunto sempre più persone, mantenendo altissimo l’interesse di chi la riceve. Lo stesso possiamo dire per i nostri social (Facebook, Instagram, Telegram, YouTube e LinkedIn). Si sono moltiplicati anche gli eventi, sempre più partecipati e sempre più autorevoli.

Quindi, anche per quest’anno, come redazione, abbiamo pensato di farvi un piccolo regalo e stilare una lista pensata dalla redazione di quelli che per noi sono i migliori articoli 2025.

Prima di cominciare vogliamo però suggerire coralmente un pezzo che riteniamo fondamentale: Sulle traslitterazioni oltre il meridiano 13. Un articolo in cui vi raccontiamo alcune nostre scelte per traslitterare nomi, toponimi e non solo, e che ci fa riflettere e comprendere meglio la complessità dei territori di cui ci occupiamo. Adesso possiamo procedere!

Aleksej Tilman suggerisce:

🇺🇦 🇵🇸 Due guerre, un solo copione: il modello Trump per la pace a Gaza e in Ucraina di Claudia Bettiol

Quest’anno si è parlato molto di negoziati e accordi di pace perseguiti dal presidente statunitense, Donald Trump. Tali piani sono diventati uno strumento per legittimare aggressioni e perseguire interessi personali. L’articolo di Claudia Bettiol mi sembra quindi particolarmente rilevante perché va ad analizzare quello che viene definito come un vero e proprio “modello Trump” per la pace. 

🌸☕ Salep, la farina di orchidea di Nicola Zordan

Una piccola curiosità alimentare da cui nasce una storia interessante. Questo articolo ben sintetizza lo stile e il lavoro di Meridiano 13. Se, come me, non sapete che cos’è il salep, leggendolo scoprirete un mondo!

Martina Napolitano suggerisce:

🇧🇦 🤫 A Srebrenica non è successo nulla di Marco Siragusa

In un momento in cui siamo circondati (e governati) da chi è “troppo impegnato a lucidare le armi per nuovi conflitti, nuovi massacri”, ricordare quello che è avvenuto a Srebrenica trent’anni fa aiuta a leggere con lucidità l’ipocrisia di un’Europa che sbandiera valori alla stregua di artifici retorici, utili ad “autocelebrare una supposta superiorità morale rispetto al resto del mondo”. Come scrive Marco Siragusa, “Srebrenica resta una ferita aperta, che continua a parlare al presente: è il simbolo di un’Europa che predica valori universali, ma li applica in modo selettivo”.

🌹 🇹🇷 Ricevere rose e lasciarle morire: chi si ricorda di Pippa Bacca? di Gianni Galleri

In effetti, chi si ricorda di questa artista performativa scomparsa tragicamente nel 2008 in Turchia? Questo articolo di Gianni Galleri ricostruisce la sua storia, la sua figura e il suo ultimo, drammatico e fatale “inno alla fiducia nel prossimo e alla pace”. Fiducia e pace, di cui continuiamo ad avere un disperato bisogno.

Migliori articoli 2025 - Raccolta fondi

Giorgia Spadoni suggerisce:

🗽 🇷🇸 “WR: Mysteries of the Organism”, da Belgrado a New York tra orgasmo e rivoluzione di Giorgia Maurovich

Un articolo approfondito e fluviale che rende giustizia a una delle pellicole jugoslave più rivoluzionarie e audaci: WR: Mysteries of the Organism di Dušan Makavejev. Un film che ripercorre le teorie di Wilhelm Reich, uno dei primi discepoli di Sigmund Freud, profondamente contrario alla repulsione degli istinti e alla repressione politica, unendole alle vicende di Milena, fervente comunista jugoslava. Il fatale incontro con l’incarnazione del cittadino sovietico modello farà crollare ogni sua certezza.

🏢🎬 Il film “The Brutalist” non parla di brutalismo di Aneta Vasileva

Negli ultimi anni sono sempre di più coloro che si dichiarano appassionati di brutalismo e cemento armato, andando a caccia di monumenti ed edifici da visitare e immortalare. Tanto che da Hollywood hanno ben pensato di farci un film – completamente sbagliato. Ma cos’è – e cosa non è – questo conturbante brutalismo e perché The Brutalist è un totale fiasco? Ce lo spiega con passione e precisione l’architetto e docente Aneta Vasileva.

Marco Siragusa suggerisce:

🇽🇰 📝 Fadil Hoxha: ascesa e oblio di un eroe jugoslavo di Nicola Zordan

In questo articolo Nicola Zordan ripercorre la storia di Fadil Hoxha: partigiano antifascista, kosovaro, jugoslavo. Un’identità multipla, sempre al servizio della libertà e dell’unità tra i popoli. Amato in patria e nel resto della Jugoslavia. Almeno fino al ritorno dei nazionalismi. 

🎤🎶 Nessuno fece nulla: le guerre nei Balcani nelle canzoni di Giovanni Lindo Ferretti e i CSI di Gianni Galleri

Parlare di una guerra utilizzando il linguaggio della musica. È quello che fecero i CSI durante il conflitto jugoslavo, agli inizi degli anni Novanta. Al tempo, non furono molti gli artisti che affrontarono direttamente la questione. Come ci racconta Gianni Galleri, i CSI dedicarono invece ben tre brani alle vicende jugoslave.

Claudia Bettiol suggerisce:

🇷🇺 🪆 Il dibattito sul diritto all’aborto in Russia di Sofia Mischi

Sofia Mischi ci offre una lettura chiara e contestualizzata del diritto all’aborto in Russia, intrecciando storia sovietica, politiche demografiche attuali e femminismo. L’approfondimento mostra come il controllo dei corpi femminili sia legato a nazionalismo, Chiesa e guerra, ma si sleghi dagli stereotipi occidentali. In breve, se vuoi capire cosa c’entra l’aborto con potere, guerra e controllo dei corpi in Russia, questo pezzo ne merita davvero la lettura.

🇺🇦 📚 “Guardando le donne guardare la guerra” di Victoria Amelina. Una recensione di Michele Guerra

Perché leggere Victoria Amelina, scrittrice ucraina uccisa da un raid russo nell’estate del 2023, è fondamentale oggi? Ce lo spiega Michele Guerra con questa accurata recensione del volume Guardando le donne guardare la guerra (nella traduzione di Yaryna Grusha), che riesce a farci capire come, attraverso storie intime e voci femminili, Amelina restituisca tutta la complessità alle vite segnate dal conflitto. Perché anche la letteratura, ricordiamocelo, è un atto politico.

Oscar Luigi Guccione suggerisce:

🇬🇪 ⚽ Vitali Daraselia e la parabola della grande Dinamo Tbilisi di Gianni Galleri

Il calcio, si sa, è un gioco; e come sport forse è anche un po’ sopravvalutato. Ma le emozioni che riesce a trasmettere, il senso di comunità che crea, le valenze culturali e politiche che trasmette e riproduce, lo rendono un fenomeno unico e insostituibile. Gianni ci porta come sempre alla scoperta di storie meno conosciute nel calcio dell’est, stavolta a Tbilisi, per raccontarci della grande Dinamo. E per chi è un po’ vintage come noi, sentir parlare di Coppa delle Coppe ci fa chiedere se, qualche decennio fa, anche un bambino di Tbilisi non stesse scartando una bustina di figurine proprio come noi, provando le stesse indescrivibili sensazioni, riducendo la distanza fisica e culturale tra di noi.

🪖⭐ La Repubblica di Užice, la prima vittoria partigiana in Europa di Tobias Colangelo

In un momento storico in cui un generale, e ora politico, dice che sarebbe stato con la X Mas e non con i Partigiani, è bene ricordare le vittorie, il sangue e il valore dei partigiani in Europa contro la disumanità e la violenza dei fascismi. Tobias porta a galla una storia poco conosciuta, di lotta e di speranza, dove la ricerca della libertà negata si unisce al sogno di un’indipendenza popolare e si scontra contro il muro della Wehrmacht e delle lotte etniche che da sempre caratterizzano il territorio jugoslavo. La memoria di cui abbiamo bisogno.

Giulia Pilia suggerisce:

📚✨ Griko, la lingua greca del Salento: storia, teorie e il rischio della dimenticanza di Margherita Macrì

In questo articolo Margherita Macrì ci racconta la storia del griko del Salento, variante ellefona in passato vittima di stigma, che cerca di sopravvivere tra le contraddizioni tra iniziative istituzionali e reale trasmissione linguistica. Il griko è una questione non solo linguistica ma soprattutto identitaria, come ben spiegato in questo articolo che ci parla di morte e rinascita delle lingue minori.

🇲🇩 🇵🇸 Tra empatia e sospetto: la Moldova e la questione palestinese di Margherita Gobbat

Questo articolo di Margherita Ghobbat ci aiuta a capire il paradosso della politica estera moldava nei confronti di Israele e della questione palestinese, attraverso un’analisi preziosa per comprendere le complessità diplomatiche di un paese spesso ai margini del dibattito mediatico e che spiega come la memoria storica non elaborata, soprattutto se affiancata da interessi economici, diventa complicità silenziosa.

Nicola Zordan suggerisce:

🌩️ 🇭🇷 Krajina, 1995–2025: la tempesta che non passa di Enrico Rossi

Al trentennale dalla Tempesta, la controversa operazione militare attraverso la quale l’esercito croato prese possesso della Krajina, la zona di confine tra Croazia e Serbia, decretando lo sfollamento di circa 200mila civili serbi, la pace sembra ancora distante dal realizzarsi compiutamente.

🇧🇦 🏳️‍🌈 Gli accordi di Dayton hanno fermato la guerra ma non hanno costruito la pace di Marco Siragusa

Un altro trentennale ci ricorda meriti e limiti del processo di pace in Bosnia ed Erzegovina: quello dagli accordi di Dayton, che hanno fatto tacere le armi ma che hanno sostanzialmente ingessato il paese in una cornice istituzionale incapace di rispondere alle esigenze più elementari dei cittadini bosniaci e di superare le divisioni etniche e politiche degli anni Novanta.

Tobias Colangelo suggerisce:

🏀🇷🇸 Haris Brkić, il misterioso omicidio del giocatore del Partizan di Gianni Galleri

La storia raccontata in questo articolo finisce misteriosamente senza un motivo. Sono 25 anni che Haris Brkić non c’è più, un cestista che è rimasto un idolo della tifoseria bianconera di Belgrado nonostante la sua carriera e la sua vita siano state bruscamente interrotte a soli 26 anni.

👑🔫 L’attentato di Marsiglia: prodromi e conseguenze di un regicidio di Nicola Zordan

Il 9 ottobre 1934 viene assassinato a Marsiglia Alessandro I Karađorđević, re di Jugoslavia. In questo articolo si ripercorrono le storie degli assassini e del contesto a dir poco instabile del regno jugoslavo di quel periodo e di tutto ciò che ne conseguì con l’arrivo, di lì a pochi anni, del secondo conflitto mondiale.

Margherita Gobbat suggerisce:

🇺🇦 🇷🇺 Un altro anno di rabbia repressa: l’appello degli ucraini a non scendere a patti con il male di Claudia Bettiol

Consiglio la lettura di questo articolo perché offre una riflessione profonda sulla situazione politica interna in Ucraina e sull’importanza del diritto di autodeterminazione dei popoli. Mette in luce come non si possa scendere a compromessi con chi nega la libertà di un popolazione e sottolinea la necessità di ascoltare chi sta pagando il prezzo della guerra per decidere autonomamente il proprio futuro.

🛣️ 🇦🇲 Viaggio in Armenia: trauma, cancellazione, resistenza culturale di Giulio Burroni

L’articolo ci conduce in un viaggio attraverso l’Armenia contemporanea, mostrando come il paese conservi i segni di traumi storici e conflitti politici. Luoghi simbolici come la Kaskad incompiuta a Erevan, la statua di Madre Armenia che osserva il Monte Ararat, il cimitero di Shirak e i memoriali del Genocidio Armeno raccontano una storia in cui dolore, perdite territoriali e guerre si intrecciano con resilienza culturale e memoria collettiva. La riflessione principale è che la memoria non è mai passiva: rappresenta un atto di resistenza, un modo per confrontarsi con un passato difficile, proteggere l’identità e costruire il futuro.

Gianni Galleri suggerisce:

🇰🇵 🗿 La mia famiglia e il Maresciallo Kim Il-sung di Aleksej Tilman

Una sorta di personalissima storia familiare che però ha alla fine un suo colpo di scena che coinvolge uno degli uomini più importanti del Novecento. Questa lettura ci porta a sovrapporre il ricordo personale con la grande storia mondiale. Da apprezzare anche le foto inedite presenti all’interno dell’articolo.

🇧🇦 🕌 La “Šerefudinova Bijela džamija” a Visoko, una leggerezza profonda di luce e volumi di Francesco Damiano Desantis

Un luogo non conosciuto, portato all’attenzione da un occhio attento alle espressioni artistiche, siano esse pittoriche, scultoree o architettoniche, come confermato dagli altri articoli dello stesso autore. Nel cuore della Bosnia si trova questa moschea dalle forme particolari che tuttavia non le fanno perdere l’aura di luogo di culto, di concentrazione e di comunicazione con Dio.

Michele Santolini suggerisce:

🇺🇿 👑 Shah-i-Zinda, la necropoli del “Re Vivente” di Samarcanda di Chiara Luccioli

Con rigore storico e suggestione narrativa, Chiara Luccioli dipinge un quadro evocativo e calzante di una delle perle nascoste dell’Asia centrale, la necropoli di Shah-i-Zinda. Le atmosfere della Vie della Seta accompagnano il lettore restituendo tutta la forza simbolica di uno dei luoghi più affascinanti di Samarcanda, con l’accortezza di chi sa evitare di scadere in quei ritratti caricaturali che fin troppo ricorrono fra chi si affaccia sulla regione. Un inno all’esplorazione conscia e consapevole.

☀️ 🇲🇰 Sole di Verghina, la bandiera della discordia di Nicola Zordan

Articolo d’obbligo per gli appassionati di vessillologia, in pochi passi Nicola Zordan riesce a cogliere appieno le trame identitarie dietro un simbolo apparentemente innocuo. Il Sole di Verghina viene raccontato con equilibrio, intrecciando storia, archeologia e attualità senza appesantire la narrazione. Non è un caso che si dica che nei Balcani non c’è materia più delicata della Storia, come le vicissitudini di questa bandiera dimostrano. Una lettura che illumina sapientamente passato..e con delicatezza cerca di dare un sguardo al suo impatto sul presente.

Sofia Mischi suggerisce:

⚡🇺🇦 Energia zero, ma tra blackout e corruzione Kyiv resiste di Claudia Bettiol

L’invasione su larga scala dell’Ucraina va avanti da quasi quattro anni, e in questi lunghi anni l’opinione pubblica italiana si è sempre più spostata verso una posizione di neutralità (per la pace, né con la Russia né con gli Stati Uniti), alimentata anche dal recente scandalo di corruzione che ha coinvolto due ministri del governo Zelens’kyj. In questo articolo, Claudia Bettiol spiega come si possa capire molto di più dell’Ucraina se, invece di leggere questa e altre notizie come prove di colpevolezza a supporto di determinate posizioni geopolitiche, si approcciasse invece la questione attraverso gli occhi del popolo invaso, stanco, vittima delle conseguenze dell’aggressione russa e, adesso, anche dell’avidità dei propri connazionali.

🇦🇿 🔇 La repressione in Azerbaigian. Intervista a Cesare Figari Barberis di Aleksej Tilman

A volte, si dà per scontato che in un paese autoritario come l’Azerbaigian le misure repressive contro i dissidenti non abbiano mai fine. In questo articolo, si legano ad esse interessanti considerazioni legate alle conseguenze della guerra in Ucraina e al mutamento della questione (e del mito) del Nagorno-Karabakh. 

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Redazione
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