Traslitterazioni

Come si rende leggibile un alfabeto diverso da quello latino? In tutti gli alfabeti ogni lettera ha un equivalente in ogni altro idioma? Perché le parole provenienti da altri alfabeti talvolta si scrivono in modi diversi? La risposta a tutte queste domande è una sola: traslitterazione.

La traslitterazione è uno dei punti cardine della comunicazione interlinguistica in quanto riesce a trasmettere da un alfabeto all’altro una parte fondamentale di “cultura”, quali i nomi propri, i nomi geografici e altre parole che non possono essere semplicemente tradotte. In breve, si tratta della trascrizione di un testo secondo un sistema alfabetico diverso dall’originale.

Avendo a che fare con lingue diverse, in particolare quelle slave, la redazione di Meridiano 13 ha scelto di affidarsi alla traslitterazione scientifica, chiamata anche International Scholarly System, un sistema di traslitterazione dei testi dall’alfabeto cirillico a quello latino. Per la traslitterazione dall’alfabeto cirillico, relativamente a tutte le lingue slave che lo utilizzano, facciamo riferimento allo standard ISO 9. Nel caso particolare dei nomi in serbo-croato, si mantiene la scrittura originaria con diacritici anche in presenza di caratteri latini non presenti nell’alfabeto italiano.

Al fine di essere coerenti, all’interno dei nostri contenuti utilizziamo sempre la stessa versione, per quanto questo sia possibile, prediligendo quella italiana all’inglese laddove è già presente o avvalendosi della traslitterazione scientifica dalla lingua ufficiale del paese di cui trattiamo o a cui facciamo riferimento. Quest’ultima regola vale anche per i nomi di località in aree contese, anche se ci sono eccezioni. 

Qui di seguito, un piccolo glossario indicativo per alcune eccezioni.

Glossario

A

  • Abcasia (popolo abcaso, diaspora abcasa, ecc.)
  • Agiaria
  • Azerbaigian (popolo azero, governo azero, ecc.)

B

  • Belarus’ (e non Bielorussia)

C

  • Cachezia
  • Charkiv
  • Čornobyl’ (e non Chernobyl)

D

  • Donbas (usiamo la versione ucraina con una sola s)
  • Donec’k (versione ucraina per l’oblast’ e la città ma non la DNR)
  • Dubrovnik (non Ragusa, a meno che ci si riferisca alla repubblica di Ragusa)

E

  • El’cin, Boris (ex presidente della Federazione russa)
  • Erevan (non Yerevan o Jerevan)

G

  • Gegharkunik
  • Gharibashvili, Irakli 
  • Gorbačëv, Michail 
  • Groznyj
  • Guria
  • Gyumri

H

  • Haskovo (non Chaskovo, come vorrebbe la traslitterazione scientifica)

I

  • Imerezia

K

  • Kazakhstan (usato dall’ambasciata a Roma) 
  • Kyiv (in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, ma Rus’ di Kiev)
  • Kirghizistan (usato dal Ministero degli Affari Esteri italiano)
  • Kocharyan, Robert
  • Kosovo

L

  • Leopoli (oppure L’viv, ma non L’vov, Lwow o Lemberg)
  • Luhans’k (versione ucraina per l’oblast’ e la città ma non la LNR)

M

  • Mariupol’

N

  • Nachičevan (versione di più facile lettura per un lettore italiano)
  • Nagorno-Karabakh (con il trattino), se parliamo di Artsakh, specifichiamo che è il nome armeno; evitiamo di usare Karabakh senza l’aggettivo Nagorno; per la squadra di calcio azera: Qarabağ.
  • Naval’nyj, Aleksej

O

  • Odessa (due S)

P

  • Pashinyan, Nikol

Q 

  • Qarabağ (per squadra di calcio, per la regione usiamo Nagorno-Karabakh)

R

  • Repubblica Popolare di Doneck (usiamo la versione russa) 
  • Repubblica Popolare di Lugansk (usiamo la versione russa)
  • Ruse (e non Russe o Rousse alla francese)

S

  • Sarkissian, Armen
  • Sargsyan, Serzh 
  • Shusha/Shushi usiamo la doppia versione del nome la prima volta che menzioniamo la città nell’articolo, poi ci limitiamo a scrivere Shusha (per non rendere il testo troppo pesante)
  • Smirne (e non il nome turco Izmir)
  • Soči (non Sochi)
  • Stepanakert (se parliamo di Khankendi, specifichiamo che si tratta della versione azera del nome)
  • Syunik

T

  • Tagikistan (popolo tagiko, lingua tagika, ecc.)

V

  • Veliko Tărnovo (non Turnovo)

Z

  • Zaporižžja
  • Zelens’kyj, Volodymyr (e non Zelensky)