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Anche questa sarà un’estate ricca di consigli, recensioni, suggerimenti di lettura. Come redazione di Meridiano 13, abbiamo deciso di aiutare ancora i nostri lettori e le nostre lettrici a districarsi nella sterminata produzione di titoli su temi “oltre il meridiano 13”. C’è un po’ di tutto: Ucraina, Bulgaria nord orientale, Bosnia più profonda, la Croazia di inizio anni Novanta e dei primi Duemila. E molto altro.
Per comodità, riportiamo anche gli articoli, simile a questo, con i libri consigliati a fine anno (2022, 2023, 2024 e 2025), per l’estate (2023, 2024 e 2025) e, infine, per la primavera (2024 e 2025).
La traduttrice e scrittrice Yaryna Grusha firma il ritratto di una delle città più ‘invincibili’ dell’Ucraina, quella la cui architettura e i cui colori sembrano incitare all’azione, invitando a un movimento continuo. A pochissimi chilometri dal confine russo, Charkiv emerge come uno dei principali nodi civili e logistici del paese, tra reti di volontariato ed evacuazioni. Il saggio, però, non si limita alla cronaca del presente: racconta come la città sia stata nel tempo celebre per essere rifugio degli intellettuali e del “Risorgimento fucilato”, protagonista della più grande carestia (Holodomor), terra che ha dato i natali a fisici, matematici, microbiologi e premi Nobel. Una lettura consigliata a chi vuole capire l’Ucraina oltre le mappe dei telegiornali.
Il romanzo racconta, attraverso le voci alternate di una madre e di una figlia, tre generazioni di donne lettoni schiacciate dal peso della russificazione sovietica, dalla fine della Seconda guerra mondiale fino alla caduta del muro di Berlino. Una lettura per nulla semplice: il gesto della protagonista, che rifiuta di allattare la propria figlia per non trasmetterle il “veleno” della propria disperazione, è un’immagine potente e destabilizzante, che ribalta l’idea del latte materno come legame naturale e incondizionato.
L’oppressione qui si muove su due livelli che si intrecciano senza sosta: quella politica, di un regime che soffoca ogni libertà e costringe le persone a una doppia vita fatta di facciate pubbliche e verità sussurrate in cucina, e quella più intima, di corpi e menti di donne che non riescono a conciliare la maternità con il proprio bisogno di autodeterminazione. Si tratta di un libro che scava a fondo e che guarda al lato meno raccontato della maternità.
L’alter ego dell’autore ritorna a Sarajevo dopo tanti anni dalla fine della guerra. Qualcosa però è cambiato nella città bosniaca. La fine del conflitto non ha riportato le cose com’erano, ma ha precipitato tutto e tutti in una nuova claustrofobica condizione. Sullo sfondo di una storia d’amore, alcune delle migliori pagine che possiate leggere sulla situazione post-bellica della capitale della Bosnia ed Erzegovina.
📚 Carovana per corvi di Emine Sadk, traduzione di Giorgia Spadoni, Bottega Errante Edizioni, 2026
Un goffo e strampalato professore di provincia in piena crisi di mezz’età decide di intraprendere un viaggio nell’estremo nord-est bulgaro alla ricerca di se stesso. Durante questa fuga disperata gliene capiteranno di tutti i colori: ritroverà un caro amico del padre, finirà a un matrimonio rom, si innamorerà, prenderà un sacco di botte e infine raggiungerà la capitale Sofia agitata dalle ennesime protesta antigovernative. Il folgorante, grottesco e poetico esordio di una giovane autrice bulgara, già tradotto e pubblicato in francese, polacco e spagnolo.
📚 Balkan Express di Slavenka Drakulić, traduzione di Isabella Vay, Il saggiatore, 1993
Un libro molto datato e quasi introvabile se non tramite percorsi di seconda mano, ma che torna di grande attualità dopo la recente scomparsa della sua autrice. L’opera scritta proprio durante i primi giorni della guerra degli anni Novanta, restituisce al lettore un’immagine diversa delle dinamiche di quei giorni e la grandezza della scrittrice jugoslava.
📚 Sogni di Pietra di Akram Aylisli, traduzione di Bianca Maria Balestra, Guerini e Associati, 2015
Un romanzo che racconta alcune delle tragiche vicende legate al conflitto del Nagorno-Karabakh: i pogrom nei confronti degli armeni di Baku nel 1989 e quelli, ricordati attraverso la dimensione onirica, di cui caddero vittime gli armeni del Nachicevan nel 1919. Un’opera letteraria che acquista un’ulteriore dimensione se si pensa che l’autore, azero, è tuttora perseguitato dal regime autoritario del suo paese per aver sollevato pubblicamente la questione dell’armenofobia in Azerbaigian.
📚 Il nostro uomo sul campo di Robert Perišić, traduzione di Elvira Mujčić, Bottega Errante Edizioni, 2026
Tin è un giornalista e il ragazzo di Sanja, che fa l’attrice per una compagnia che mette in scena teatro ultra contemporaneo. L’ambientazione è una Croazia dove tutto deve ancora succedere dopo la guerra che prometteva grandi cambiamenti. Intanto dall’altra parte del mondo c’è un nuovo conflitto, si combatte in Iraq e il giornale dove il protagonista lavora invia sul campo il cugino Boris, che parla arabo. Un libro potentissimo, che in diversi passaggi raccontando lo sradicamento di una generazione ricorda il migliore Irvine Welsh.
📚 Neve di Orhan Pamuk, traduzione di Marta Bertolini e Semsa Gezgin, Giulio Einaudi Editore, 2004
Tra i romanzi più noti del premio Nobel turco. Una vicenda che si svolge nella remota città di Kars, in Anatolia Orientale, rimasta isolata a causa di una tempesta di neve e diventata teatro di confronto tra pulsioni sociali e religiose diverse.
Selezionata per rappresentare la Bosnia ed Erzegovina all’edizione 2025 del Premio Europeo della Letteratura (EUPL), Mihaela Šumić è una giovane scrittrice e traduttrice originaria di Banja Luka. Ed è dalla prospettiva di una delle zone più martoriate dalle guerre jugoslave che con il suo romanzo L’uomo lupo cala il lettore in una metafora oscura e spietata del proprio paese, in cui niente è come sembra. Un esordio potente, che ricorda Afferra il coniglio di Lana Bastašić.
Ombre sullo Hudson di Isaac Bashevish Singer, traduzione di Valentina Parisi, Adelphi, 2024
Un altro grande romanzo corale di Singer, originariamente pubblicato a puntate in yiddish. Racconta le vite di ebrei sfuggiti o sopravvissuti alla Shoah che cercano di ricostruire la propria esistenza nella New York del dopoguerra, accomunati dalla stessa domanda: come si può continuare a vivere dopo il crollo del proprio mondo? Tra i personaggi spicca Herz Grein, uomo colto e tormentato, attorno al quale ruotano figure memorabili come Esther e Anna, ciascuna alle prese con le proprie ferite e contraddizioni.
Tra tradimenti, amori, momenti tragicomici, sedute spiritiche, fallimenti e successi economici, crisi esistenziali, Singer intreccia il trauma della sopravvivenza con il senso di colpa di essere rimasti vivi. Sullo sfondo della frenetica America del dopoguerra riaffiora il mondo perduto dell’ebraismo dell’Europa orientale, con le sue tradizioni, il misticismo cabalistico, il ricordo della vita tra Varsavia e Berlino, e il confronto tra ortodossia e riforma. Per alcuni la Terra Santa rappresenta una possibile via di salvezza interiore; per altri, la pace resta irraggiungibile.
La redazione di Meridiano 13 è composta da un grande numero di persone che collaborano saltuariamente, approfondendo tematiche nelle quali sono particolarmente competenti.