La nuova Costituzione kazaka entra in vigore. Tokayev consolida il potere

Il 5 giugno, il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev ha firmato un pacchetto di leggi costituzionali per attuare le disposizioni della Costituzione adottata il 15 marzo, a seguito di un referendum che ha visto la partecipazione del 73,12% dei cittadini.

Nel loro complesso, queste modifiche riguardano oltre l’80% del testo costituzionale. La Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH), la Fondazione ILI e l’Organizzazione mondiale contro la tortura (OMCT) condannano le modifiche definendole un arretramento in materia di diritti e libertà fondamentali.

Nel 2026 non serve più fingere di essere una democrazia

L’iniziativa di modifica della Costituzione è iniziata formalmente con il discorso alla nazione di Tokayev del settembre 2025. All’epoca, il presidente propose l’abolizione del Senato e la transizione a un parlamento unicamerale.

Pochi mesi dopo, è apparso chiaro che aveva in mente ulteriori cambiamenti e le cose hanno iniziato a muoversi con una rapidità insolita: la data del referendum è stata fissata un anno prima di quanto inizialmente promesso.

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La nuova Costituzione kazaka consolida i cambiamenti inaugurati nel 2022 stabilendo tre disposizioni chiave: il ritorno a un sistema di rappresentanza proporzionale per le elezioni parlamentari, rendendo inoltre impossibile l’ingresso di candidati esterni al partito; il rafforzamento dei poteri presidenziali; l’introduzione di ulteriori restrizioni ai diritti civili.

Il riequilibrio dei poteri dello Stato

Un emendamento costituzionale introduce la carica di vicepresidente, che rappresenterà il Capo dello Stato presso gli organi governativi e svolgerà i compiti assegnatigli dal presidente. Il vice-presidente sarà nominato dal presidente con l’assenso del parlamento e, quindi, non sarà eletto.

Questa carica potrebbe essere utilizzata per mettere alla prova i potenziali successori di Tokayev. Tra i candidati più probabili si indica il Consigliere di Stato Erlan Karin, uno dei principali responsabili della riforma.

Un altro emendamento trasforma il parlamento bicamerale (il Majlis) in un organo unicamerale, il Kurultaj (Congresso). Sarà composto da 145 deputati eletti tramite liste di partito per mandati quinquennali e avrà limitati poteri legislativi.

Ci sono, quindi, cambiamenti significativi nell’equilibrio di potere interistituzionale con un ulteriore accentramento di potere nella figura del presidente. Secondo la Federazione internazionale per i diritti umani, questo nuovo sistema di controlli mina la governance democratica, concentrando il potere nelle mani del presidente.

Francobollo commemorativo dei 10 anni della costituzione kazaka (Wikimedia/Poste del Kazakhstan)

Il controllo della società civile

La norma sul Consiglio del Popolo del Kazakhstan istituisce un organo consultivo incaricato di promuovere il dialogo nazionale e la partecipazione della società civile al processo decisionale: gli conferisce l’iniziativa legislativa e il diritto di proporre referendum a livello nazionale.

Combinata alla norma di trasparenza, che impone alle Ong di divulgare pubblicamente tutti i fondi e i beni ricevuti da fonti estere, queste modifiche sono orientate a un controllo indiretto dell’attività della società civile. Questo è proprio il modello verso il quale si è orientata la Federazione Russa.

Ulteriori limitazioni allo Stato di diritto

La nuova Costituzione elimina il requisito che i trattati internazionali ratificati abbiano la precedenza sulla legislazione nazionale. Questa modifica indebolisce le garanzie legali e potrebbe compromettere la tutela dei diritti e delle libertà, in particolare nei casi in cui i tribunali nazionali o le autorità statali non riescano a farli rispettare.

Un altro cambiamento preoccupante per i diritti umani definisce il matrimonio esclusivamente come un’unione tra un uomo e una donna. Questa definizione costituzionale di famiglia limita i diritti e le libertà civili escludendo altre forme di unione.

Un’ulteriore preoccupazione riguarda il fatto che la nuova Costituzione introduce motivi non definiti per limitare la libertà di espressione. Termini vaghi come “moralità” e “valori spirituali e morali della società” vengono aggiunti come possibili basi per le limitazioni, sollevando preoccupazioni sul principio di certezza del diritto.

Un successore all’orizzonte?

Il mandato presidenziale di Tokayev termina nel 2029. Come dimostrato durante il gennaio di sangue del 2022, un’imminente transizione di leadership può generare caos e imprevedibilità. Secondo l’analista Serik Beysembaev, “la riforma costituzionale è il tentativo di Tokayev di rimanere un passo avanti: segnalare all’élite che la situazione rimane pienamente sotto controllo, che il sistema è gestibile, che la continuità è assicurata e che non c’è motivo di farsi prendere dal panico”.

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Gian Marco Moisé
Gian Marco Moisé

Ricercatore e divulgatore scientifico, esperto in relazioni internazionali, scienze politiche e dell'area dello spazio post-sovietico con un dottorato conseguito alla Dublin City University. Oltre all’italiano parla inglese, francese, russo, e da qualche mese studia romeno.