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Stroitel Pripjat, la squadra travolta da Čornobyl’

Alle ore 01:23:45 del 26 aprile 1986 terminò, con un’esplosione, una parte della storia sovietica per lo Stroitel Pripjat. Da quel momento ci fu un prima e un dopo. Saltò per aria, a causa di un test di sicurezza andato male, il reattore numero quattro della Centrale nucleare “Vladimir Il’ič Lenin” di Čornobyl’. La Centrale si trovava (e si trova tuttora) a 108 chilometri da Kyiv, al tempo capitale della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, e a circa 12 chilometri dal confine bielorusso.

Con l’esplosione del reattore finì anche la storia di Pryp’jat’, una delle tante Atomgrad, “città dell’atomo”, nata per ospitare i lavoratori della centrale. Quel sabato 26 aprile era in programma a Pryp’jat’ una partita di calcio della squadra locale. Mentre i giocatori si stavano riscaldando vennero prelevati dai militari ed evacuati insieme al resto della popolazione. Lo Stroitel Pripjat doveva affrontare il Mašinostroitelj Borodjanka per la semifinale della Coppa dell’oblast’ di Kyiv. La partita non si giocò mai e nessun pallone tornò più a rotolare nella città di Pryp’jat’.

I “costruttori” che nascono con la città

Il 4 febbraio 1970 iniziò la costruzione della nuova atomgrad di Pryp’jat’. Qualche anno dopo venne fondata la squadra di calcio dello Stroitel’ (in russo, in ucraino Budivel’nyk), che significa letteralmente “costruttori”. L’idea fu della figura a capo del comitato per la costruzione della centrale nucleare Vasil’ Trofimovič Kizima, che volle offrire ai lavoratori e ai costruttori della città un modo per svagarsi dai loro obblighi lavorativi.

La scelta del nome non fu casuale, perché buona parte dei giocatori erano muratori impiegati nella edificazione della città. L’altra parte dei calciatori arrivava dal vicino villaggio di Čystohalivka, come il capitano Viktor Ponomarev e i fratelli Litvin. Iniziarpno la loro avventura nel calcio agonistico alla fine degli anni Settanta, entrando a far parte nel 1977 del Campionato dell’Oblast’ di Kyiv; nel girone composto da quattro squadre arrivano secondi dietro al Rubin di Piskivka. La squadra partecipò anche nella Coppa dell’Oblast’ dove nel 1979 lo Stroitel Pripjat riuscì a raggiungere la finale, perdendo però con il Refrižerator Fastiv.

I primi anni Ottanta: il periodo di maggior successo dello Stoitel Pripjat

Con l’arrivo della nuova decade, la dirigenza dello Stroitel Pripjat decise di puntare in alto e nel 1981 riuscì ad iscriversi al campionato KFK, che sta per kollektivov fizičeskoj kul’tury, cioè “squadre di educazione fisica”, terza divisione del calcio ucraino, ovvero la sesta divisione sovietica. L’obiettivo principale era quello di arrivare alla promozione in seconda divisione ucraina; per la stagione 1980-81 la dirigenza riuscì a convincere a sedersi sulla panchina dello Stroitel Anatoly Šepel’, ex calciatore di Dinamo Kyiv, Dinamo Mosca e Čornomorec’ Odessa, due volte campione sovietico e con una presenza in nazionale.

In quella stagione vinsero il Campionato dell’Oblast’ di Kyiv, ma non ebbero grande successo nei gironi del campionato KFK, dove arrivarono solamente quinti. Rimasero campioni dell’Oblast’ per altri due anni (1982 e 1983), confermandosi come una delle squadre più forti della regione. Mancavano le prestazioni nella Coppa dell’Oblast’ e a livello repubblicano, ma nel 1985 arrivò la svolta: si classificarono secondi nel campionato KFK e sfiorarono la promozione alla categoria superiore. La dirigenza, grazie proprio a questi successi, decise che era ora di dare alla città di Pripjat’ e allo Stroitel’ un nuovo stadio. Si sarebbe chiamato Avanhard e sarebbe stato in grado di ospitare ben cinquemila spettatori.

L’incidente di Čornobyl’ e la fine della squadra

L’inaugurazione del nuovo stadio era in programma per il Primo maggio 1986, la Giornata dei Lavoratori, una delle più importanti festività del calendario sovietico. La partita di addio al vecchio impianto era invece fissata per il 26 aprile 1986: era la semifinale della coppa dell’Oblast’ che non si giocò mai.. Il reattore numero quattro della centrale nucleare saltò nelle primissime ore di quel sabato. Lo Stroitel Pripjat si stava preparando per affrontare la partita, quando le autorità competenti avvisarono la squadra dell’annullamento dell’incontro. Leggenda vuole che a Borodjanka, mentre il Mašinostroiteli stava per partire alla volta di Pripjat’, scese sul campo un elicottero dell’Armata Rossa con a bordo dei militari che vietarono ai giocatori di muoversi.

Il Mašinostroiteli si qualificò a tavolino e infine vinse la coppa. Lo stadio Avanhard non venne mai inaugurato: il 28 aprile fu completata l’evacuazione degli abitanti di Pripjat’. Alcuni giocatori dello Stroitel’ diventarono “liquidatori”, come lo storico calciatore Valentin Litvin (capitano della squadra dopo Ponomarev), e diedero una mano a contenere il disastro, sacrificando la propria salute. Gli abitanti di Pripjat’ furono ricollocati in una città nuova di zecca, Slavutyč, 45 chilometri a est dalla loro vecchia casa; li seguì anche la squadra che divenne lo Stroitel’ Slavutyč, ma non fu più la stessa cosa. Dopo un ottavo posto nella stagione 1988, la dirigenza decise di sciogliere la società e di mettere la parola “fine” sulla storia dello Stroitel Pripjat, la squadra che stava per diventare grande e che fu travolta – come tutto  – dal grande incidente nucleare di Čornobyl’.

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Tobias Colangelo
Tobias Colangelo

Laureato in Scienze della Comunicazione, si occupa principalmente di calcio e basket specificatamente nell'area balcanica, avendo vissuto in Serbia nel periodo tra agosto 2014 e luglio 2015. Ha collaborato da giugno 2020 a dicembre 2021 con la redazione sportiva di East Journal. É co-autore del podcast "Conference Call" e autore della rubrica "CoffeeSportStories" sul podcast "GameCoffee".