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Quattro giorni di incontri, mostre, presentazioni e workshop che contribuiscono a raccontare spazi geografici e realtà culturali affini a quelli esplorati da Meridiano 13: a Torino, dal 12 al 15 marzo, torna Slavika 2026, la nona edizione della manifestazione dedicata alle culture slave, organizzata dall’associazione culturalePolski Kot.
Il programma del 2026 prevede l’arrivo a Torino di ospiti internazionali provenienti dall’area balcanica, da Lettonia, Polonia, Ucraina e Repubblica Ceca.
L’edizione sarà caratterizzata dalla presenza di workshop di traduzione e artistici,per favorire una partecipazione attiva. Accanto alle presentazioni editoriali e alle proiezioni, il programma è arricchito anche da una performance artistica, una mostra fotografica e un pomeriggio ludico.
La IX edizione di Slavika è un laboratorio in cui fotografia, arte e gioco si incontrano creando uno scambio diretto con il pubblico. Grazie alla presenza di ospiti inediti da tutta l’area slava, il festival trasforma Torino in un crocevia di dialogo interculturale e partecipazione attiva. L’obiettivo è dare vita a una contaminazione di linguaggi e storie, che attraversano e coinvolgono tutte le forme d’arte: dalla poesia alla musica, dal cinema all’illustrazione.
Slavika è da anni uno dei contenuti culturali più preziosi che vengono prodotti nella nostra Rete. I tempi che viviamo rendono necessario ribadire il legame tra il dialogo transculturale e le arti, per un mondo di pace, e questo festival rappresenta una certezza, in questo senso.
Slavika Festival avrà la sua sede principale all’Unione Culturale Franco Antonicelli, in via Cesare Battisti 4. Il Festival coinvolgerà altre realtà del territorio: il Circolo dei lettori e delle lettrici, in via Bogino 9, e il CineTeatro Baretti, in via Giuseppe Baretti 4.
Il programma di Slavika 2026
Si inizia giovedì 12 marzo alle 18:00 all’Unione Culturale Franco Antonicelli, dove verrà presentato il programma della IX edizione del festival con un aperitivo dai sapori balcanici. La serata prosegue alle 19 con il vernissage della mostra fotografica “Qui il sentiero si perde. Viaggio fotografico in Asia Centrale” di Tommaso Aguzzi, a cura di Anna Mangiullo, seguito alle 20:30 da “Versoteka”, performance poetico-musicale del Gruppo Orbita (Semen Chanin e Sergej Timofeev) con Massimo Maurizio e le musiche di SabaSaba. Chiuderà la prima giornata il “PJ set” (Poetry Jockey) di Sergej Timofeev.
La mattinata di venerdì 13 marzo, sempre all’Unione Culturale, è dedicata a due workshop di traduzione: dal russo, condotto da Massimo Maurizio sulle opere di Elena Fanajlova, e dall’ucraino, curato da Alessandro Achilli e Yaryna Grusha sui poeti Artur Dron’ e Yaryna Čornohuz. Alle 18:30 il festival si sposta al Circolo dei lettori e delle lettrici per la presentazione di Lusitania (Bottega Errante Edizioni) con l’autore Dejan Atanacković, in dialogo con Neira Merčep e Vesna Šćepanović. Il venerdì si conclude con il ritorno alle 20:30 all’Unione Culturale per un dialogo e reading poetico tra la scrittrice Elena Fanajlova e Massimo Maurizio.
Sabato 14 marzo alle 10:00 l’Unione Culturale ospita in contemporanea un workshop di illustrazione e poesia curato da Kalina Muhova in collaborazione con Baba Jaga Fest, e un laboratorio di traduzione dal serbo-croato curato da Olja Perišić e Miriam Canavese. Nel pomeriggio, alle 15:00, appuntamento al CineTeatro Baretti per l’evento “Campioni senza nazione”: la proiezione di The Lost Dream Team di Jure Pavlović sull’epica jugoslava del basket, seguita dall’incontro con il regista in dialogo con Sebastiano Pucciarelli.
Dalle 18:00 si torna in via Cesare Battisti per il talk sulla graphic novel Stretta al cuore con l’autrice Štěpánka Jislová, mentre alle 20:30 il Circolo dei lettori e delle lettrici ospiterà l’incontro con Andrei Kurkov per la presentazione di La nostra guerra quotidiana (Keller Editore), in dialogo con Monica Perosino e Vesna Šćepanović.
L’ultima giornata, domenica 15 marzo, si apre alle 14:00 con un momento ludico e storico: il gioco di società “Postani Partizan!” (Diventa Partigiano), condotto dallo storico Eric Gobetti, per rivivere la lotta partigiana slovena del 1941. Il pomeriggio prosegue con la restituzione dei laboratori di traduzione e illustrazione dal polacco e il reading dei poeti Stanisław Kalina Jaglarz e Anna Adamowicz, insieme a Giulia Randone e Chiara Wąsowski. Alle 19:00 spazio al cinema con le proiezioni dei corti LINIE e La Lunga Vacanza, seguite da un dibattito con i registi Vittorio Zampinetti e Davor Marinković, in dialogo con Fernanda Torre (il Pulmino Verde), Lorenzo Scalchi (Codici – Progetto Moj Dom), Anna Manzon (Kompas 071), moderato da Chiara Bosco.
Il Festival si concluderà ufficialmente alle 21:30 con la performance artistica “Bis, bis, bis.. di bocca in bocca” di Rada Koželj e Virgo Torino.
Il Festival è ideato e organizzato dall’associazione Polski Kot, con il sostegno del Consolato della Repubblica di Polonia in Milano, Istituto Polacco di Roma, Istituto Adam Mickiewicz, Centro Ceco di Roma e di Milano, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Modernе dell’Università di Torino, Fondazione Circolo dei lettori, Associazione Museo Nazionale del Cinema e Keller Editore e in collaborazione con Arci Torino, Unione Culturale Franco Antonicelli, CineTeatro Baretti, BabaJaga Fest, Istoreto, Codici – Progetto Moj Dom e Il Pulmino Verde.
La redazione di Meridiano 13 è composta da un grande numero di persone che collaborano saltuariamente, approfondendo tematiche nelle quali sono particolarmente competenti.