Olena Pinčuk: oltre l’ombra dell’oligarchia

di Kateryna Kovalenko*

L’Ucraina è un paese che conta molte donne straordinarie, spesso relegate nell’ombra degli uomini che le affiancano – padri, mariti, fratelli – come se il loro valore fosse solo un riflesso. Olena Pinčuk è uno di quei nomi che rischiano di perdersi tra i cognomi altisonanti che porta: figlia del secondo presidente ucraino Leonid Kučma e moglie del miliardario e mecenate Viktor Pinčuk. Eppure, a guardare da vicino il suo percorso, emerge il ritratto di una donna che ha costruito un’identità pubblica concreta, una leader che ha scelto di agire – nel bene e, forse, anche nel grigio.

Olena Pinčuk è, probabilmente ancora oggi, una delle donne più influenti dell’Ucraina, una nomina che si è guadagnata grazie non soltanto alla sua provenienza ma, innanzitutto, alla sua attività nell’ambito sociale. Attualmente la Fondazione di Olena Pinčuk accoglie una serie di progetti molto diversi tra loro ma di vitale importanza per la società ucraina: la riabilitazione fisica e psicologica dei militari, il sostegno alle donne, sia militari che civili, attraverso la fornitura di materiali e l’organizzazione di eventi e incontri formativi, programmi per lo sviluppo della leadership femminile e molto altro ancora.

Il suo coinvolgimento nelle problematiche sociali è iniziato nel lontano 2003 quando ha dato vita a “ANTIAIDS”, una fondazione benefica AntiHIV a supporto delle persone affette dalla malattia e delle loro famiglie. Pinčuk partecipa anche a “Davos Ukranian Breakfast”, evento annuale di raccolta fondi per diversi progetti umanitari in Ucraina organizzato dal marito. Entrambe le fondazioni, quella di Olena Pinčuk e la Fondazione di Viktor Pinčuk, attuano una serie di progetti nell’ambito degli aiuti umanitari. Tuttavia, mentre la reputazione di lei sembra essere impeccabile, non si potrebbe dire lo stesso del marito e del padre.

Le origini e la vita privata

Olena Pinčuk è nata il 3 dicembre 1970 nella città di Dnipropetrovs’k, attualmente Dnipro, figlia unica di Leonid Kučma e Ljudmyla Talalajeva. Il padre, che nel 1994 diventò presidente dell’Ucraina indipendente, proviene da una semplice famiglia sovietica, figlio di un guardaboschi e di una lavoratrice di un kolchoz. Nonostante questo Leonid riesce a laurearsi in ingegneria meccanica presso l’Università di Dnipropetrovs’k, frequentata poi anche dalla figlia. La madre di Olena, Ljudmyla, nata in Russia, appartiene invece a una famiglia importante dell’Unione Sovietica: il padre, Mykola Talalajev, è cresciuto nella benestante famiglia di Grigorij Tumanov, prima tecnologo principale e poi ingegnere capo del dipartimento tecnico del ministero dell’Industria meccanica dell’Urss.

Il matrimonio con Talalajeva fu d’aiuto al giovane Leonid Kučma nel fare carriera presso lo stabilimento industriale missilistico spaziale Pivdenmaš in Ucraina. Il padre di Olena viene spesso ricordato come il padrino dell’oligarcato ucraino che cominciò a formarsi durante il suo primo mandato presidenziale.

Olena Pinčuk sposa Viktor Pinčuk nel 2002, come si può leggere in alcune fonti non verificate: fu il padre a presentarle il futuro marito. Il secondo, dato che Olena era già stata sposata con il capo dell’azienda Čornomornaftogaz (azienda petrolifera e del gas ucraina), con il quale ha anche avuto un figlio. Dal matrimonio con Viktor Pinčuk sono nate due figlie.

Il lavoro e i progetti di Olena Pinčuk

Olena Pinčuk si è laureata in economia all’Università statale di Dniprovetrovs’k. La sua carriera professionale è cominciata presso la banca PryvatBank, oggi di proprietà statale, nel dipartimento economico. Dal 1997 al 2004 è stata vice-direttrice di marketing dell’operatore mobile ucraino Kyivstar. Dal 2009, è a capo del Consiglio di sorveglianza della società Starlight Media, proprietaria di diversi canali televisivi e media ucraini.

Tuttavia, una delle sue attività più importanti e significative a livello sociale è iniziata nel 2003, quando ha fondato “ANTIAIDS”, la prima e unica fondazione privata ucraina che si occupa della lotta all’HIV. Dal 2010, Olena fa parte della commissione delle Nazioni Unite per la prevenzione dell’HIV.

La fondazione “ANTIAIDS”, nel corso degli anni, ha portato avanti una serie di campagne pubblicitarie e di divulgazione in materia di educazione sessuale. Ha organizzato il concerto di Elton John e dei Queen a Kyiv, raccogliendo oltre un milione di hryvnja in donazioni.

Di quel periodo si possono ricordare alcuni spot che suscitavano un certo stupore tra i cittadini ucraini degli anni Duemila, quando lei propose un premio di 5mila dollari per il miglior disegno sulla biancheria intima nell’ambito della campagna anti HIV, sul tema del sesso protetto.

Il coinvolgimento di Olena Pinčuk nelle questioni di importanza sociale è alquanto alto e le attività promosse sono molto differenziate. Nel 2017, tramite “ANTIAIDS”, promuove anche una formazione per i paramedici. Dopo l’annessione illegale della Crimea del marzo 2014, infatti, le fondazioni dei coniugi Pinčuk hanno organizzato numerosi corsi di formazione per i medici sul campo di battaglia seguendo gli standard Nato, donando anche diverse ambulanze.

Da quando è iniziata l’invasione russa dell’Ucraina su vasta scala nel 2022, il numero di progetti a supporto dei militari sta crescendo. Tra questi si può nominare il “Recovery”, la più vasta rete dei centri di riabilitazione fisica e psicologica per i militari feriti, presente in diverse città ucraine.

Per approfondire, leggi anche: Protesi a Kyiv: MCOP International e la riabilitazione all’avanguardia

Scandali e vita pubblica

Nei primi anni Duemila Olena Pinčuk compariva abbastanza spesso nei media; oggi, invece, tranne per qualche visita ufficiale agli ospedali o nelle foto degli eventi organizzati dalla sua fondazione o del marito, è difficile trovare qualcosa. Eppure, numerose volte è comparsa nella lista delle donne più influenti d’Ucraina.

Nonostante venga spesso presentata come “la moglie dell’oligarca Viktor Pinčuk”, non la si può certo definire una donna che svolge unicamente il ruolo di madre e moglie. La vita privata di Olena Pinčuk, seppur non pubblica, non è segretata, come quella delle consorti di altri oligarchi ucraini, quali Rinat Achmetov o Ihor Kolomojskyj.

L’esistenza della famiglia Pinčuk, oggi, trascorre perlopiù tra Kyiv e Londra, dove i coniugi partecipano a diversi eventi per dare voce all’Ucraina e raccogliere fondi.

Tutto questo può suonare come se i Pinčuk fossero la coppia perfetta che non pensa ad altro che al benessere del proprio paese; ma anche la loro famiglia non è certo rimasta immune agli scandali. Nel 2012 Olena è stata coinvolta in una disputa giuridica per non aver pagato circa mezzo milione di dollari per dei lavori di progettazione paesaggistica. Non è passato inosservato nemmeno l’acquisto, nel 2008, di una villa di cinque piani in stile vittoriano a Londra per ottanta milioni di sterline, considerata una delle case private più costose del Regno Unito a quel tempo.

Un’altra curiosità, che oggi suonerebbe quantomeno stonata, è una frase che le viene attribuita e che risale agli anni Duemila: “Ho amici soltanto tra gli oligarchi russi”. Un’affermazione che, tutto sommato, non stupisce più di tanto se si considera il contesto: il padre Leonid Kučma era costantemente criticato per le sue simpatie filorusse, e la sua cerchia era popolata da figure come Viktor Janukovyč e Viktor Medvedčuk, che all’epoca guidava la sua amministrazione presidenziale.

Il marito Viktor Pinčuk, invece, proprietario di diverse aziende e miliardario è stato spesso accusato di corruzione, appropriazione illegale di stabilimenti ucraini (come quello di Kryvorižstal’ nel 1999), di sfruttamento dell’influenza del suocero e all’epoca presidente dell’Ucraina Leonid Kučma, nonché di diversi scandali di natura politica. Nel 2016, ormai dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia, comparve nei media un articolo con la sua visione della situazione e sulla necessità di dover scendere ai compromessi con la Russia e di rinunciare all’adesione all’Unione europea. Al riguardo, Viktor Pinčuk ha poi dovuto giustificarsi e di fatto ha dichiarato il contrario di quanto era apparso precedentemente.

Ogni anno, da allora, Viktor Pinčuk organizza l’evento che si chiama “Davos Ukranian Breakfast” nell’ambito del noto forum economico. Alcuni politologi ucraini definiscono le sue attività di beneficenza un modo per ripulire la propria reputazione e allo stesso tempo assicurare che il business di famiglia non solo funzioni, ma continui a essere un proficuo.

Per quanto riguarda Olena Pinčuk, è difficile immaginare che una donna tanto intelligente e intraprendente sia rimasta del tutto estranea agli affari di famiglia; eppure è evidente che la sua immagine pubblica venga curata con grande attenzione.

Quanto al suo eventuale coinvolgimento nelle attività illecite del marito e del padre, resta un terreno scivoloso. Quello che invece non si può mettere in dubbio è il valore concreto dei progetti sociali e umanitari portati avanti dalla sua fondazione. Il resto appartiene alla storia, o forse a inchieste future. Quanto è certo è che Olena Pinčuk non è semplicemente la moglie di un oligarca: è una donna che ha scelto di agire, di influenzare, di lasciare un segno in Ucraina e che continua a farlo, anche nei momenti più bui, per il suo paese.


*Kateryna Kovalenko è interprete e traduttrice. Ha collaborato con l’agenzia di stampa Adnkronos, organizzando numerose interviste con l’esecutivo ucraino, e con la testata Linkiesta, scrivendo diversi articoli sulla cultura e gastronomia ucraina.

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