Come potrai immaginare, questo progetto ha dei costi, quindi puoi sostenerci economicamente con un bonifico alle coordinate che trovi qui di seguito. Ti garantiamo che i tuoi soldi verranno spesi solo per la crescita del progetto, per i costi tecnici e per la realizzazione di approfondimenti sempre più interessanti:
IBAN IT73P0548412500CC0561000940
Banca Civibank
Intestato a Meridiano 13
Puoi anche destinare il tuo 5x1000 a Meridiano 13 APS, inserendo il nostro codice fiscale nella tua dichiarazione dei redditi: 91102180931.
Il portabandiera Erjon Tola e il suo team alle Olimpiadi invernali di Vancouver nel 2010 (Wikimedia Commons)
Negli ultimi anni l’Albania è diventata una delle più visitate mete turistiche estive, grazie soprattutto alle sue coste. Quasi mai, però, si parla delle sue montagne, sebbene ricoprano circa i due terzi del territorio. Con vette che superano i 2.600 metri, come il Monte Korab o la Cresta del Lago (Jezerca), l’Albania avrebbe sulla carta tutte le caratteristiche per sviluppare gli sport invernali. Eppure, nonostante la presenza di importanti catene montuose, lo sci albanese non è mai riuscito a imporsi come sport popolare. Oggi, governo e Federazione hanno adottato una strategia, più rapida rispetto ai necessari investimenti: naturalizzare atleti stranieri, specialmente italiani.
L’assenza totale di una tradizione sciistica è dovuta soprattutto all’assenza di infrastrutture adeguate. Durante il lungo regime di Enver Hoxha lo scii veniva praticato quasi esclusivamente come addestramento militare mentre le difficoltà economiche della popolazione rendevano impossibile dedicarsi a questo sport. In più, l’isolamento del paese impediva la partecipazione a competizioni internazionali, limitando così anche lo sviluppo di una scuola sciistica vera e propria.
Ad oggi esiste una sola stazione dotata di impianti di risalita, quella di Bigëll, con una lunghezza delle piste di circa 2 km. Altri luoghi dove è possibile sciare sono Dardhë e Voskopoja, che però non hanno impianti di risalita, cosa che rende particolarmente difficile praticare questo sport.
Da Torino a Milano-Cortina
La prima partecipazione dell’Albania ai Giochi Olimpici invernali risale appena a vent’anni fa, all’edizione di Torino 2006. In quell’occasione il paese delle aquile partecipò con un solo atleta, Erjon Tola, con risultati piuttosto modesti.
L’edizione di Milano-Cortina 2026 rappresenta già un record per il paese, saranno infatti quattro gli atleti in gara: Lara Colturi, Lisa Brunga, Semire Dauti e Denni Xhepa. Quello che più sorprende non è però il “record” di atleti partecipanti, quanto piuttosto la loro origine. Nessuno di loro infatti è nato in Albania né è cresciuto sportivamente tra le sue montagne.
Lo sci albanese alle Olimpiadi
Lisa Brunga è nata nel 2008 da genitori albanesi a Toronto, in Canada, dove ha costruito la sua carriera. Due anni fa aveva lanciato una raccolta fondi destinata a supportare le attività della Federazione albanese di sci. Il suo miglior piazzamento è stato un terzo posto in uno Slalom in Canada lo scorso gennaio.
Semire Dauti è invece nata a Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, e ha ottenuto la cittadinanza albanese solamente nel giugno dello scorso anno. Vanta al suo attivo due recentissimi secondi posti nello Slalom Gigante e un terzo posto nel Slalom, tutti nella categoria Junior.
Anche Denni Xhepa, unico uomo della compagine albanese, è nato in Italia, a Torino, nel 2003 e conta tre podi tra i professionisti: un secondo posto nello Slalom del campionato cileno del 2022, un primo posto in quello italiano del 2024 sempre nello Slalom e un terzo posto nel campionato francese categoria Slalom Gigante.
Lara Colturi: il futuro dello sci
L’atleta su cui però è concentrata tutta l’attenzione è Lara Colturi, vero e proprio astro nascente dello sci mondiale. Nata nel 2006 a Torino, Lara è allenata dal padre Alessandro e dalla madre Daniela Ceccarelli, già campionessa olimpica (questa volta per l’Italia) nel Super G dei Giochi invernali di Salt Lake City del 2002.
Una crescita costante: titolo mondiale Junior in Super G, debutto nella Coppa del Mondo ad appena sedici anni, vittoria della classifica generale, dello Slalom Gigante e della Combinata della South American Cup del 2023, fino ai primi podi tra le più grandi con ben sette piazzamenti (quattro secondi posti e due terzi) in Coppa del Mondo.
La scelta dell’Albania
La decisione, presa nel 2022, di gareggiare con l’Albania non è stata dettata da nessun senso di appartenenza, mancando qualsiasi legame familiare con il paese e non avendo mai passato un periodo lì neppure per gli allenamenti, ma solo da una scelta tecnica. L’obiettivo era quello di continuare ad essere allenata dai genitori, cosa impossibile nella Federazione italiana.
La madre inoltre è stata nominata direttrice tecnica della Federazione albanese che in un solo colpo si è ritrovata a tesserare una ex campionessa olimpica e una stella nascente dello sci. È stata la stessa Lara a sgomberare ogni dubbio, in un intervista con il presidente Edi Rama del dicembre 2024: “abbiamo visto che intraprendere questa strada ci avrebbe aiutato ad arrivare prima in Coppa del Mondo”. Lo stesso Rama ha però voluto sollecitare la neocittadina sottolineando che vorrebbe che diventasse “albanese vera e propria”.
Il primo ministro albanese Edi Rama intervista Lara Colturi (Youtube)
Il caso di Lara Colturi e più in generale della squadra albanese che parteciperà alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina racconta una storia dalle due facce: da un lato l’occasione per un paese senza nessuna tradizione di affacciarsi, almeno mediaticamente, nel panorama mondiale degli sport invernali, dall’altro una scorciatoia che rischia di non creare processi di crescita interni, soprattutto se non sostenuta da investimenti in infrastrutture e nella formazione di tecnici e sportivi locali.
Dottore di ricerca in Studi internazionali e giornalista, ha collaborato con diverse testate tra cui East Journal e Nena News Agency occupandosi di attualità nell’area balcanica. Coautore dei libri “Capire i Balcani Occidentali” e “Capire la Rotta Balcanica”, editi da Bottega Errante Editore. Vice-presidente di Meridiano 13 APS.