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A caccia dei castelli perduti per le colline della Transilvania

di Alexander M. Cregg, fotografo americano basato a Cracovia, Polonia.

Era circa metà pomeriggio quando siamo partiti da Cluj-Napoca, epicentro metropolitano della Transilvania, per arrivare a Târgu Mureș, una città più piccola di importanza regionale. Anna, che abita nella regione da tutta la vita e mia amica dai tempi dell’università a Detroit, aveva proposto di andare in cerca di castelli e dei loro resti nelle colline e nelle valli che circondano la Transilvania. Ci siamo stipati nella Dacia Sedan del suo ragazzo e abbiamo guidato attraverso le verdi e ondeggianti colline costellate di pecore e di trattori che si dispiegavano fino all’orizzonte. Le strade polverose e i canali di irrigazione bruciati dal sole mi ricordavano la mia infanzia, lontana migliaia di chilometri, in un altro continente.

Ogni città e villaggio sembravano vantare un castello, una tenuta di campagna o anche solo una struttura appartenuta in un qualche passato a un re, un conte o un duca. Tra una montagna e l’altra si aprivano valli, ciascuna con un villaggio con le sue leggende e i suoi curiosi abitanti. Essendo forse una delle regioni più multiculturali e variegate a livello religioso in Europa, questo territorio ha però patito conflitti e sofferenze molto più del necessario. Gli abitanti si aggrappano a quelle leggende, conflitti e processi, trascinandosi così dietro i fardelli e le sofferenze che hanno segnato questa regione per secoli.

È facile nascondere le leggende fuori dalla pianura, ma quando finalmente hai modo di avventurarti sulle colline, si svelano i miti e le questioni in costante divenire della regione.

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Vista sul canale Someșul Mic, di fronte all’Hotel Belvedere, Cluj-Napoca
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Una donna pesca al lago Georgheni, Cluj-Napoca
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Sulla strada verso Criș, a ovest di Sighișoara
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Il castello di Bethlen in Transilvania

Abbiamo lasciato Târgu Mureș la mattina presto in direzione di Sighișoara, un’antica città costruita dai Sassoni che il re ungherese aveva chiamato a difendere il fronte orientale del regno nell’XI secolo. Le scritte lungo le strade, le incisioni sulla pietra e le placche erano in caratteri gotici tedeschi risalenti a ben oltre un secolo prima. Quasi tutti gli edifici sembravano guardarci: le finestre sui tetti ricordavano degli occhi, secondo lo stile architettonico germanico nella regione.

Nonostante la città fosse molto bella, con le sue divine vedute sulla valle dalla cima pietrosa su cui è costruita, non appena abbiamo sentito parlare di un castello incastonato tra le colline vicino a Sighisoara ci siamo rimessi sulla strada polverosa alla ricerca del castello di Bethlen, nel piccolo villaggio di Criș. Al castello di Bethlen, cani e gatti randagi vagavano fra i bastioni, ricoperti di grezzo misto a cemento e di travi di legno tagliato da poco. Il fumo delle stufe a legna si arricciava sopra il villaggio, fluttuando verso il castello. Questi castelli e tenute hanno sempre avuto una vista imponente sul paesaggio circostante.

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Terrazza aperta al castello di Bethlen, Criș
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Cani nel cantiere del castello di Bethlen, Criș
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Un volontario con il suo Puli, una razza di cane da pastore ungherese, al castello di Bethlen, Criș

Il governo comunista nella seconda metà degli anni Quaranta prese possesso e non ebbe cura di molti dei castelli delle antiche famiglie reali della Transilvania. Lasciati decadere di proposito, molte di queste tenute di campagna sono state dimenticate oppure hanno subito un lungo e dispendioso processo di restauro. A Bethlen, un’organizzazione che collabora con la Chiesa cattolica ha ottenuto un contratto di 99 anni per ristrutturare il castello. Tuttavia, la corruzione e la disorganizzazione sono ancora visibili non appena si mette piede nel giardino del castello. Anni dopo la sua costruzione, ancora mancavano pavimenti, tetti, scale e altre componenti strutturali che potessero renderlo un vero e proprio castello. Lo sforzo continuo ed eterno di preservare e restaurare ha un’importanza centrale in Transilvania. Vantando un patrimonio ricco e multiculturale in una regione che ha prosperato e ha sofferto tragicamente nei secoli passati, il numero di attori interessati alla tutela della loro storia è molto ampio e influente.

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Un uomo ripara il silenziatore della marmitta della sua auto, Sighișoara
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Veduta su strada Scolii, Sighișoara
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Cani in attesa della cena, Târgu Mureș

Dai castelli reali alle piccole valli, dalle piazze dell’epoca socialista alle sinagoghe nei villaggi dimenticati, il tessuto storico della Transilvania è sempre presente. La sfida sta nel tutelare l’esistenza di questi luoghi, anche quando i loro abitanti di un tempo se ne sono andati e sono stati dimenticati da tempo.

La Torre dell’orologio, Sighișoara

Questo articolo, Hunting in the Hills for Transylvania’s Lost Castles, è stato originariamente pubblicato da Lossi 36. Le foto appartengono tutte all’autore dell’articolo. La traduzione dall’inglese è a cura di Laura Cogo (revisione di Martina Napolitano).

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Redazione
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