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Tradurre dal russo: intervista a Tatiana Pepe

Tatiana Pepe è uno dei motori della casa editrice Caissa Italia, nello specifico della sezione Kids, dedicata alla letteratura per l’infanzia. Laureata in russo presso l’Università di Bologna, dopo esperienze in accademia e in azienda, si occupa di traduzione tecnica ed editoriale, ma anche di scouting letterario ed editing. Grazie a lei sono arrivati in Italia piccoli gioielli per bambini, e non solo.

Tra le opere da lei tradotte dal russo ricordiamo Andrej Sacharov. L'uomo che non aveva paura di Ksenija Novochat’ko (Caissa Italia, 2023), Diario di guerra di Olga Grebennik (Caissa Italia, 2022) e Diario di una rondine. Viaggio intorno al mondo di Pavel Kvartalnov e Olga Ptashnik (Caissa Italia, 2022).
Cosa ti ha portato a scegliere il russo?

È nato tutto dal mio nome. Mia mamma ha scelto per me questo nome russo e tutti da bambina mi chiedevano come mai, se avevo una nonna russa o delle origini russe. Poi quando ho iniziato l’università ero sicura di voler studiare lingue, e inizialmente avevo scelto la combinazione inglese e russo, ma poi il secondo anno ho invertito l’ordine delle lingue nel piano di studi perché avevo scoperto la mia passione per il russo. Più avanti ho anche aggiunto un’annualità di polacco e una di bulgaro per ampliare un po’ la mia conoscenza delle lingue slave.

Come ti sei avvicinata alla traduzione?

La primissima forma di traduzione che ho affrontato è stata quella dei testi antichi, perché studiando filologia slava il nostro professore ci metteva davanti estratti di vangeli, di cronache storiche e ci faceva provare a tradurli. Studiavamo questi testi anche attraverso la traduzione. È iniziato tutto da lì.

Alla fine dell’università sono rimasta per cinque-sei anni a fare ricerca, ma non mi occupavo di traduzione. Dopodiché ho mollato tutto e sono entrata in un’azienda, dove mi occupavo di traduzioni tecniche. Infine sono tornata al mio primo amore, la traduzione letteraria, entrando nel mondo dell’editoria. Una volta approdata in casa editrice ho espresso il mio desiderio di portare in Italia autori russi, ed è stato esaudito.

tatiana pepe andrej sacharov caissa italia
Qual è stato il primo impatto con la Russia?

Era il lontano ‘98, facevo il secondo anno di università: un altro mondo e un’altra Russia. Mi ricordo ancora il terrore di tutti quelli che mi conoscevano, perché partivo da sola, per partecipare alla vacanza studio organizzata dall’università, che solitamente era per gli studenti del terzo e quarto anno. Io parlavo pochissimo e leggevo con molta lentezza, ma ho comunque chiesto ai miei genitori di finanziare questo mio sogno. Sono stata tre settimane a San Pietroburgo, ospitata da una famiglia, e così ho potuto vivere la realtà quotidiana del paese. Ne sono rimasta affascinata anche perché era luglio e il clima era mite. Sì, il primo incontro è stato assolutamente un innamoramento.

Parlaci della tua parola preferita in russo

Ti dico quella che mi fa sorridere: сумасшедший, “pazzo”. Un po’ perché la pronuncio sempre in contesti ironici, buffi, simpatici, senza alcuna sfumatura offensiva, e poi perché mi riporta sempre a questa passione per la formazione delle parole e alla lingua antica, la scompongo mentalmente nei suoi prefissi, infissi e suffissi. Termini di questo tipo sono molto frequenti nelle lingue slave e mi è rimasto questo modus operandi filologico di smontarle per capire da dove derivano.

La parola secondo te più difficile e/o impossibile da tradurre dal russo è…

Ti rispondo con il libro più difficile da tradurre. Sai come fanno i traduttori: il libro su cui si sta lavorando è sempre il più complesso… Ironia a parte, da mesi sto lavorando a un albo divulgativo dal titolo Tutta la verità sui pirati e non ti nego che trovare molti traducenti è stato un lavoro molto complicato. È stato necessario fare ricerche storiche e linguistiche e nel frattempo portare avanti la traduzione.

Raccontaci della tua prima opera tradotta dal russo

Diario di una rondine, l’albo illustrato che ha dato il via alla nostra collana di divulgazione “Filopiume”. È scritto da Pavel Kvartalnov, un ornitologo molto simpatico che ha la passione della poesia. Con lui ho chiacchierato moltissimo durante la fase di traduzione ed è uno degli autori con cui mi piacerebbe continuare a lavorare. Grazie a Diario di una rondine ho incontrato moltissime classi della scuola primaria.

I bambini sono sempre affascinati dal tema del volo, della libertà, del viaggio e se riesci a incuriosirli… anche alla traduzione. Questo albo illustrato mi permette attraverso la migrazione delle rondini di parlare ai più piccoli della migrazione delle persone e di conseguenza dell’importanza dell’accoglienza e del diritto a concepire il mondo come la terra di tutti.

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Qual è il tuo rapporto con gli autori che scrivono in russo?

Ho la fortuna di tradurre soprattutto autori contemporanei, in vita, e ti dirò che per la maggior parte sono tutti molto disponibili al confronto e si dimostrano molto collaborativi. Con alcuni si è instaurato un rapporto di amicizia, anche se a distanza. La mia è un’esperienza de tutto positiva. 

Che genere traduci più spesso e/o quale genere ti interessa di più?

Lavoro più spesso sui libri per bambini e ragazzi. Mi piacerebbe provare anche con la narrativa e con i classici, per pura curiosità di testarmi su un terreno nuovo, ma in ogni caso amo molto quello di cui mi occupo.

Il nome di un’autrice o un autore che vorresti portare in Italia e/o che avresti voluto portare in Italia 

È un libro che sta per uscire e al quale tenevo tantissimo, di un’autrice molto amata, Nina Daševskaja. Siamo riusciti ad acquistare i diritti e sarà la mia prima opera di narrativa! Per me era molto importante dare la possibilità anche ai nostri ragazzi di conoscerla. Uscirà nel 2024.

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Perché dedicarsi alle cosiddette lingue “minori”? Vantaggi e svantaggi

Forse sono più i vantaggi che gli svantaggi, come sempre quando decidi di studiare una lingua. Come provo a dire anche alle mie figlie, studiare un’altra lingua ti dà la possibilità di guardare al mondo con altri occhi, ti permette di avere un sguardo più grande sul mondo. Quindi è sempre un’opportunità in più per te in quanto essere umano.

In questo momento storico, occuparsi di lingua, cultura e letteratura russa è un po’ più faticoso rispetto a quando ho iniziato, per ovvi motivi.  Però, come mi ha detto una persona a cui tengo molto, per me ormai è diventata una sorta di missione: provo in tutti i modi, con tutte le risorse che ho, nei limiti delle mie possibilità, a raccontare che la Russia non è soltanto la Russia armata.

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Giorgia Spadoni
Giorgia Spadoni

Traduttrice, interprete e scout letterario. S'interessa di storia e cultura est-europea, in particolar modo bulgara. Nel 2018 ha vinto il concorso di traduzione letteraria Leonardo Pampuri, e nel 2023 è stata finalista al premio Peroto per la migliore traduzione dal bulgaro in lingua straniera. Ha vissuto e studiato in Russia (Arcangelo), Croazia (Zagabria) e soprattutto Bulgaria, specializzandosi all'Università di Sofia, dove insegna traduzione editoriale dal bulgaro all'italiano. Da gennaio 2020 a dicembre 2021 è stata autrice per East Journal. Scrive anche per Est/ranei, le riviste bulgare Literaturen Vestnik e Toest, e collabora con l'Istituto Italiano di Cultura di Sofia.