La statua di Lenin più grande del mondo a Volgograd

All’imboccatura del canale Volga-Don, nel quartiere Krasnoarmejskij di Volgograd, si erge quella che si distingue per essere la statua di Lenin più grande del mondo. È  un record di tutto rispetto, se si considera che, in base ai dati del sito leninstatues.ru, nel 2021 ben 8mila monumenti dedicati al leader rivoluzionario – busti, teste, bassorilievi e statue – ancora popolavano il paesaggio della Russia e degli altri paesi che facevano parte dell’Unione Sovietica (e non solo, anche in Italia se ne trova uno, come raccontano Eleonora Sacco e Angelo Zinna nel podcast Kult).

Una statua di Lenin a Hanoi, Vietnam (Meridiano 13/Aleksej Tilman)

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I monumenti di Volgograd

Volgograd è ricca di monumenti di tutti i tipi visto che vi si combatté la nota battaglia di Stalingrado (il nome della città all’epoca) durante la Seconda guerra mondiale. Sulla collina di Mamaev Kurgan si trova, ad esempio, La Madre Patria chiama!, con i suoi 52 metri, la statua più alta della Russia. Gli autori di questo complesso costruito tra il 1959 e il 1967, lo scultore Evgenij Vučetič e l’architetto e ingegnere Nikolaj Nikitin, concepirono anche la realizzazione delle due opere oggetto del nostro articolo.

Il complesso sulla collina di Mamaev Kurgan durante le celebrazioni del 9 maggio nel 2014 (Meridiano 13/Aleksej Tilman)

Prima di Lenin, infatti, letteralmente sullo stesso basamento, a Krasnoarmejskij dal 1952 si ergeva uno Stalin alto 24 metri. Il dittatore georgiano rimase a guardia dell’imboccatura orientale del canale per dieci anni. Quando, nel 1962, nell’ambito delle politiche di destalinizzazione, Stalingrado venne ribattezzata Volgograd, la statua fu rimossa di notte (una costante di queste storie).

Per sette anni, quindi, rimase solo l’enorme base di 30 metri vuota (la si può notare in alcune fotografie del periodo). Nel 1969 iniziarono i lavori per il monumento attuale che venne inaugurato il 20 aprile 1973, in occasione del centesimo compleanno di Lenin.

Il rivoluzionario ha una statura di 27 metri ed è immortalato mentre cammina verso il Volga con il celeberrimo berretto in mano. Come quella sul Mamaev Kurgan, la statua è stata realizzata in cemento armato monolitico. La rigidità della struttura è garantita dalla tensione di cavi d’acciaio che scorrono all’interno di appositi canali ricavati nella scultura. Il piedistallo in cemento armato è rivestito con blocchi di granito.

Su entrambi i lati del basamento, delle scalinate conducono a un’ampia terrazza ai piedi del primo leader sovietico. Da qui, dei gradoni scendono verso il Volga fino a raggiungere l’acqua. Dietro il complesso si sviluppa un grande viale alberato dedicato al cinquantesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre.

La statua di Lenin più grande del mondo è visibile da lontano, in quanto non ci sono grandi strutture architettoniche nelle sue vicinanze (anche se, guardando lo street view di Yandex Maps, negli ultimi anni nella zona sono sorti alcuni complessi abitativi). La mancanza di metri di paragone impedisce, però, di apprezzarne appieno le dimensioni. Agli occhi dei suoi autori, il monumento era evidentemente fatto per essere ammirato dall’acqua, navigando sul Volga o verso l’imboccatura del canale che collega il fiume al Don.

Imboccatura del canale Volga-Don
La chiusa numero 1 del canale Volga-Don, nei pressi della statua nel 2014. Lungo 101 chilometri e costruito tra il 1948 e il 1952 grazie al lavoro di fino a 900mila persone (tra i quali forzati interni e prigionieri di guerra tedeschi), costituiva uno dei vanti ingenieristici sovietici del periodo post-bellico (Meridiano 13/Aleksej Tilman)

Le ultime informazioni che si trovano online su questo complesso monumentale parlano della necessità di un restauro per il quale nel dicembre 2024 è stato indetto un concorso pubblico con un valore iniziale dell’appalto di circa 8,4 milioni di rubli (circa 100mila euro). Non sappiamo se e quando inizieranno i lavori, ma sicuramente possiamo dire che il record della statua rimarrà imbattuto.

Il processo soprannominato Leninopad in Ucraina e notizie quali la recente rimozione della più grande statua di Lenin dell’Asia centrale in Kirghizistan dimostrano, infatti, che in risposta all’aggressione russa o in nome dell’affermazione dell’identità nazionale questi monumenti sono diventati un impiccio in molti paesi. Nella stessa Russia, il culto di Lenin non è primario nel discorso propagandistico attuale, ma le statue per il momento rimangono.

La statua “radioattiva” di Lenin a Čornobyl’ nel 2017. Questo genere di monumenti è stato progressivamente rimosso dall’Ucraina a partire dal 2014 nell’ambito delle politiche di decomunistizzazione. Oggi rimangono quasi solo nelle zone del paese occupate dalla Russia (Meridiano 13/Claudia Bettiol)
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Aleksej Tilman
Aleksej Tilman

Nato a Milano, attualmente abita a Vienna, dopo aver vissuto ad Astana, Bruxelles e Tbilisi, lavorando per l’Osce e il Parlamento Europeo. Ha risieduto due anni nella capitale della Georgia, specializzandosi sulle dinamiche politiche e sociali dell’area caucasica all’Università Ivane Javakhishvili. Oltre che per Meridiano 13, scrive e ha scritto della regione per Valigia Blu, il manifesto, New Eastern Europe, East Journal e altre testate.