Per avvicinarsi nel migliore dei modi alla Slovenia attraverso i libri abbiamo chiesto una mano a Saša Šižgorič, nata a Celje nel 1995, è laureata in Pedagogia dell’Arte presso l’Università di Maribor, attualmente è lettrice di lingua slovena presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Attrice e scrittrice per il teatro e il cinema, sviluppa un percorso artistico che unisce pratica scenica e ricerca pedagogica, muovendosi tra Slovenia e Italia.
Proprio in ragione di questo doppio sguardo italo-sloveno, ci è sembrata la persona giusta per guidarci all’interno del mondo della letteratura slovena tradotta in italiano. Ecco i titoli che ci ha consigliato:
1. Il servo Jernej e la sua giustizia (2021) di Ivan Cankar, traduzione di Maria Bidovec, titolo originale Hlapec Jernej in njegova pravica (1901), editore Marietti
La ricerca ostinata di giustizia di Jernej, il celebre personaggio di Cankar, è un modo diretto per entrare nell’immaginario sloveno di inizio Novecento, dove le ingiustizie sociali, la dignità e la determinazione degli individui emergono con grande chiarezza. Una novella breve, ma decisiva per comprendere il contesto sociale della Slovenia dell’epoca.
2. Aurora Boreale (2008) di Drago Jančar, traduzione di Darja Betocchi e Enrico Lenaz, titolo originale Severni sij (1984), Bompiani
Jančar porta il lettore nel cuore del Novecento seguendo un personaggio vulnerabile, stretto tra pressioni politiche, paure e scelte difficili. Il romanzo mostra quanto la storia possa modellare la vita degli individui e continuare a porre domande attuali. Dato che ho studiato a Maribor, non posso non includerlo. La città è parte essenziale dell’atmosfera del libro e diventa quasi il vero protagonista.
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3. La ragazza della Mura (2009) di Feri Lainšček, traduzione di Martin Vidali, titolo originale Muriša (2006), Beit Editrice
Prekmurje, con i suoi paesaggi segnati dal fiume Mura, è l’elemento centrale di questo libro. Muriša è il secondo romanzo della trilogia di Lainšček dedicata al mondo lungo la Mura e si svolge negli anni immediatamente precedenti alla Seconda guerra mondiale. In questo territorio, persone e vicende sono inseparabili dall’ambiente che le circonda. Il romanzo offre uno sguardo diverso su quest’area, utile per cogliere un’altra sfumatura dell’immaginario sloveno.
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4. Cefuri raus! (2015) di Goran Vojnović, traduzione di Patrizia Raveggi, titolo originale Čefurji Raus (2008), Forum Editrice
Questo romanzo dà voce alla Lubiana delle periferie e ai ragazzi cresciuti tra lingue e culture diverse. Diretto, energico, ironico e a tratti malinconico, mostra una Slovenia quotidiana, molto cruda e senza filtri. Anche il linguaggio è fondamentale: Vojnović mescola registri, inflessioni e parole provenienti da diversi spazi dell’ex Jugoslavia, restituendo tutta la complessità di quel mondo.
Prima di leggerlo avevo visto il film tratto dal libro, e proprio quella forza narrativa mi ha spinta a cercare anche il testo originale. Vojnović affronta in generale il tema delle identità miste e delle eredità dell’ex Jugoslavia, una questione tuttora molto importante. Avendo parte della mia famiglia in Croazia e Serbia, sento una particolare vicinanza ai suoi racconti e ai temi che attraversano tutto il suo lavoro.
5. Autopsie di famiglia (2023) di Anja Mugerli, traduzione di Lucia Gaja Scuteri, titolo originale Čebelja družina (2020), Infinito edizioni
È una delle autrici slovene più interessanti degli ultimi anni. In questa raccolta Mugerli esplora le crepe delle relazioni con una delicatezza precisa. Il filo conduttore dei sette racconti sono rituali e antichi usi della cultura slovena, riproposti in contesti contemporanei, dove assumono nuovi significati. Le tensioni familiari e i momenti di fragilità emergono con naturalezza, confermando la solidità della sua voce narrativa.