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L'artista in Bosnia, diretta a Sarajevo (foto di proprietà della famiglia di Pippa Bacca)
L’11 aprile del 2008 il corpo senza vita di Pippa Bacca veniva ritrovato a Gezbe, a circa 65 chilometri da Istanbul. L’artista italiana non dava sue notizie da alcuni giorni, tanto da far destare più di qualche dubbio sulla sua situazione. Decisivo per il suo ritrovamento fu un errore di quello che sarebbe stato poi individuato come il suo assassino, che aveva utilizzato il cellulare della donna con la propria sim, mettendo la polizia sulle sue tracce.
Chi è stata Pippa Bacca
Pippa Bacca era nata a Milano nel 1974. Proveniva da una famiglia nobile ed era nipote del grande Piero Manzoni. Era un’artista performativa: spesso ridefiniva la natura degli oggetti, cambiandone il senso e la funzione.
Pippa Bacca era uno pseudonimo. Il vero nome era Giuseppina Pasqualino di Marineo. Pippa Bacca era quindi solo una delle cinque alter ego. Era l’artista. Poi, come raccontato dalle quattro sorelle nel documentario, c’erano le altre: Pippa Pasqualino di Marineo, lavoratrice in un call center; Eva Adamovich, nel duplice ruolo di curatrice della Fondazione Pippa Bacca e manager delle Bubble Gum, complesso vocale femminile; infine una supereroina, detta “Il coniglio verde”, apparsa molto di rado, il cui corpo nudo era coperto da un mantello verde.
Sua cifra stilistica è una poetica della semplicità che si esercita con sguardo infantile sul mondo delle cose, utilizzandole per trasformarle in cose diverse con interventi minimi che ne riorientano il senso.
Spose in viaggio, la sua ultima performance
La sua ultima opera, quella che le è costata la vita, si chiamava Spose in viaggio. Insieme all’amica e collega Silvia Moro aveva deciso di raggiungere Gerusalemme indossando un abito nuziale e utilizzando come mezzo per spostarsi soltanto l’autostop. Voleva essere un inno alla fiducia nel prossimo e alla pace: attraversare molti paesi che avevano fatto, anche recentemente, i conti con la guerra, per arrivare fino in Medio Oriente, nella città simbolo della (im)possibile convivenza.
Il viaggio è da sempre un mezzo ed un fine, è una scelta di vita o per alcuni l’unico modo possibile di vivere; è la metafora della vita stessa.
Viaggiare con mezzi poveri mette in relazione il viaggiatore con la popolazione locale; viaggiare in autostop, fa sì che uno straniero si metta nelle mani di altri viaggiatori, ma ancora più spesso dei locali o di chi dello spostamento ha fatto il suo mestiere. La scelta del viaggio in autostop è una scelta di fiducia negli altri esseri umani, e l’uomo, come un piccolo dio premia chi ha fede in lui. Questo è il frutto delle tantissime esperienze in autostop che nella vita di Pippa Bacca, l’hanno portata in giro per l’Europa, sino a San Pietroburgo, Istanbul, Finisterre, Irlanda e nel nord e centro America.
Il viaggio aveva preso il via da Milano l’8 marzo 2008. Le due performer avevano attraversato insieme Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia e Bulgaria. Il 20 marzo erano entrate in Turchia con l’idea di oltrepassarla e raggiungere la Siria, il Libano, la Giordania e arrivare finalmente a destinazione nella Città Santa. A Istanbul si divisero, dandosi appuntamento a Beirut, qualche giorno dopo.
L’itinerario che le spose hanno percorso, da Milano a Istanbul, facendo tappa a: Sale Marasino (BS), Venezia, Gorizia, Lubiana, Banja Luka, Saraievo, Belgrado, Sofia e Burgas (per gentile concessione della famiglia di Pippa Bacca)
La morte di Pippa Bacca
Il 31 marzo però Pippa Bacca incontrò quello che poi sarebbe diventato il suo assassino. La donna venne violentata e poi strangolata. Il suo corpo venne scoperto solo l’11 aprile già in stato di decomposizione. Dai rilevamenti autoptici si scoprì che le violenze erano state effettuate da più uomini. L’unico condannato però fu Murat Karataş, al quale la corte locale inflisse 30 anni di carcere.
Durante un passaggio in autostop (foto della famiglia di Pippa Bacca)
Le reazioni furono molto forti anche in Turchia. L’allora primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan si disse profondamente rattristato e dichiarò di non trovare le parole per descrivere questo brutale omicidio. “La giustizia turca farà il suo corso”. A lui si unirono il presidente della Repubblica, Abdullah Gül, e il ministro della cultura Ertuğrul Günay. Alcuni giornali uscirono con titoli direttamente in italiano: “Perdonaci Pippa” e “Siamo molto addolorati”.
Il ricordo dell’artista
La tragica fine dell’artista toccò molte coscienze e in tanti sentirono il bisogno di ricordarla. Nel 2012 uscì il corto La Mariée (“La sposa”) del regista francese Joël Curtz. L’8 marzo 2020, invece, fu la volta del documentario di Simone Manetti Sono innamorato di Pippa Bacca.
Nel 2011 la cantante Nadia Impalà scrisse una canzone dedicata a Pippa Bacca, Correndo con le forbici in mano. L’opera fu presentata a Sanremo, ma venne esclusa in quanto ritenuta troppo impegnata. Due anni dopo fu la cantante Malika Ayane a omaggiare l’artista con la canzone E se poi. Lo stesso anno il gruppo Radiodervish inserirono nell’album Human la traccia Velo di sposa, in memoria della performer. Il titolo di questo articolo riprende un verso di quella canzone.
Alcuni libri hanno ricordato la vita di Pippa Bacca e i tragici fatti raccontati in questo articolo, come ad esempio La sposa di Mauro Covacich, 2014, Bompiani (secondo classificato al premio Strega 2015), oppure Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché! di Giulia Morello, 2015, Castelvecchi.
Autore dei libri “Questo è il mio posto” e “Curva Est” - di cui anima l’omonima pagina Facebook - (Urbone Publishing), "Predrag difende Sarajevo" (Garrincha edizioni) e "Balkan Football Club" (Bottega Errante Edizioni), e dei podcast “Lokomotiv” e “Conference Call”. Fra le sue collaborazioni passate e presenti SportPeople, L’Ultimo Uomo, QuattroTreTre e Linea Mediana. Da settembre 2019 a dicembre 2021 ha coordinato la redazione sportiva di East Journal.