Il 10 settembre 2011 Angela Merkel viveva una delle giornate più dolorose della sua vita. Quel giovedì l’allora cancelliera della Repubblica Federale salutava a Templin, non lontano da Berlino, suo padre, il pastore evangelico e teologo, Horst Kasner. Un uomo complesso, una figura fondamentale nella storia della Chiesa nella Germania Est, che il 6 agosto avrebbe compiuto 100 anni. Ecco la sua storia.
Una famiglia tra Est e Ovest
Horst Kaźmierczak, questo il nome all’anagrafe, cambiato nel 1930 in Kasner, era figlio di Ludwig, un poliziotto originario di Poznań, nella Polonia occidentale, fino al 1918 territorio tedesco, trasferitosi a Berlino nel quartiere di Pankow dopo la Prima Guerra Mondiale, dove il nonno della futura cancelliera aveva combattuto prima nell’esercito prussiano e poi probabilmente nell’Armata Blu, corpo composto da volontari polacchi reclutati tra i prigionieri di guerra che combattevano a fianco degli Alleati.
Battezzato come cattolico ma cresimato come evangelico Horst, classe 1926, membro della Hitlerjugend, combatte nella Seconda Guerra Mondiale. Fatto prigioniero dagli Alleati, dopo la liberazione dal campo di lavoro Kasner si diploma ad Heidelberg, entra nel seminario protestante della stessa città e poi a Bochum, prima di concludere gli studi teologici ad Amburgo.
Una scelta fondamentale
Nella città anseatica Horst inizia la sua attività pastorale nel quartiere di Winterhude e soprattutto si sposa con Herlind Jentzsch, un’insegnante di inglese e latino, nata a Danzica, di due anni più giovane di lui. Il 17 luglio 1954 ad Amburgo nascerà la loro prima figlia Angela. La famiglia Kasner però non vivrà a lungo nel nord della Repubblica Federale, in una città vivace e animata sotto tutti i punti di vista. Il pastore, che fin dai tempi dei suoi studi ha mantenuto rapporti con la Chiesa evangelica di Berlino, sua terra d’origine, dal 1949 parte della Repubblica Democratica Tedesca, decide di trasferirsi nella DDR.
È una scelta controcorrente, perché nel 1954, l’anno del trasferimento a Est, sono circa 140mila i cittadini della Germania orientale che hanno fatto il percorso contrario. Non è però una decisione senza senso. Oltre al desiderio personale di tornare nei luoghi dove è cresciuto, Kasner è appoggiato e stimolato dal pastore Hans-Otto Wölber.
La Chiesa evangelica tedesca, nonostante esistano ormai due Stati, pensa ancora alla Germania come un unico paese e con la SED, il partito unico della DDR debole e ondivago, non sono pochi quelli che pensano che la Germania Est crollerà da lì a poco. Per non correre il rischio che quella parte del paese rimanga senza pastori, Kasner e altri religiosi vengono spinti ad andare nello “Stato degli Operai e dei Contadini”.
Pastore e formatore
Horst, che si è trasferito nella Germania Est un giorno prima della nascita della sua primogenita, diventa parroco a Quitzow, un minuscolo quartiere di Perlenberg. Tre anni dopo, nel 1957 Albrecht Schönherr, teologo e amico di Dietrich Bonhoffer, morto nel lager di Flossenbürg, in quel momento direttore del seminario del Brandeburgo, chiede a Kasner di creare un Pastoralkolleg, un istituto per la formazione dei teologi nella minuscola Templin, nel nord est della Repubblica Democratica Tedesca. Il padre di Angela lo dirigerà per più di trent’anni, tanto che chiederà di essere sepolto lì.
Un uomo in equilibrio
Nel suo ministero e nella sua vita pubblica Kasner si muove con capacità e cautela. Nel 1958 è vicino alla Weißenseer Arbeitskreis, un gruppo di teologi, di cui fa parte anche Schönherr che cerca una forma costruttiva di relazione con le autorità della Repubblica Democratica Tedesca. Qualche osservatore, come Lothar de Maizière, membro della CDU nella Germania Est e futuro ultimo primo ministro del Paese, addirittura lo accosta alla Kirche im Sozialismus, quell’idea per cui la Chiesa nella DDR non doveva essere né contro, né al fianco, ma “nel socialismo”.
Kasner, che ha assunto un atteggiamento critico verso la Repubblica Federale già dalla fine degli anni Sessanta, è estremamente considerato dai vertici della DDR, tanto da essere soprannominato “il pastore rosso”. Un religioso su cui si è addensato più di un sospetto. Perché possedeva due automobili, partecipava ai viaggi all’estero del Nationalfront, l’alleanza di partiti e associazioni e i cui figli avevano potuto studiare. Kasner ha però sempre rifiutato ogni tipo di collaborazione con il Ministero per la Sicurezza dello Stato e nel suo ruolo di direttore del seminario di Templin si è sempre dimostrato poco allineato al regime, proponendo agli allievi autori occidentali con docenti “aperti” anche ad altre visioni.
Un passo indietro
Kasner, con la caduta del Muro di Berlino, ha occupato sempre di meno la scena pubblica. Ha continuato a esercitare il suo ministero a Templin e ha seguito l’ascesa politica di sua figlia Angela. Tanto che lui ed Herlind, sua moglie, che mai ha potuto esercitare il suo lavoro di insegnante nella DDR, erano sulle tribune del Bundestag il 22 novembre 2005, quando una ragazza cresciuta al di là del Muro è diventata la prima cancelliera della storia tedesca.