La comparsa e scomparsa di Elbasy dalle banconote kazake

Negli ultimi trent’anni, il culto della personalità in Asia centrale è stato un tema ricorrente nei dibattiti accademici sui totalitarismi. E in Kazakhstan l’ex presidente Nursultan Nazarbayev è stato certamente tra i protagonisti del dibattito.

Elbasy (il padre della nazione) non è stato solo il principale designer della bandiera del paese; Nazarbayev ha condiviso il proprio nome con l’aeroporto di Astana (dal 2017), l’università della capitale e, brevemente, con la stessa capitale (tra il 2019 e il 2022).

Nel 2016, Elbasy è anche apparso per la prima volta sulle banconote del Paese. La banconota da 10mila tenge (oggi circa 18 euro) entrò in circolazione dal primo dicembre per commemorare il 25° anniversario dell’indipendenza dell’ex repubblica sovietica. Oltre al ritratto, la banconota riporta le immagini dei grattacieli costruiti durante la presidenza di Nazarbayev ad Astana e la torre Baiterek, un monumento che ospita un piedistallo con l’impronta dorata della mano destra di Nazarbayev.

Impronta della mano di Nazarbayev che punta al palazzo presidenziale all’interno della torre Baiterek (Meridiano 13)

La scelta del primo dicembre ricorda la data della prima elezione presidenziale del Paese. Un’operazione analoga venne ripetuta 5 anni dopo, a 30 dall’indipendenza, quando il volto di Nazarbayev venne riprodotto su banconote commemorative del valore di 20mila tenge (oggi circa 36 euro). Nel 2022, però, nei mesi che sono seguiti al famoso gennaio di sangue, il nuovo presidente Kassym-Jomart Tokayev ha avviato un’operazione di progressiva spersonalizzazione di alcuni dei simboli chiave del Paese. Nel corso dell’anno, la capitale è tornata a chiamarsi Astana (non più Nur-sultan), e la banca centrale ha sostituito il ritratto di Nazarbayev con quello di un’aquila sulle banconote da 20mila tenge.

La banconota da 20mila tenge emessa nel 2022 (Wikimedia)

A partire dal 2023, la Banca Nazionale kazaka ha continuato l’operazione di spersonalizzazione delle banconote. Le figure storiche del Paese sono state abbandonate in favore di un design più pulito. Il cosiddetto “stile Saka” trae ispirazione dall’antica cultura nomade eurasiatica. I disegni raffigurano la fauna locale (come il leopardo delle nevi, l’aquila reale e il cavallo selvatico) e ornamenti nomadi tradizionali, mentre sull’altro lato dell’intera serie è raffigurato un ramo sacro simbolico con un uccello in volo sulla sommità, a rappresentare l’albero della vita.

L’ultima banconota in stile Saka, quella da 20mila tenge, entrerà in circolazione nel 2026.

Non solo Elbasy a perdere il posto

A perdere il loro posto sulla moneta nazionale kazaka non saranno solo Nazarbayev, ma anche diverse figure che, sebbene abbiano un valore culturale più elevato, precedono di molto lo stato kazako indipendente. Da Abai Qunanbaiuly (Abay Kunanbayev, 1845-1904), poeta e filosofo considerato fondatore della letteratura kazaka moderna, raffigurato sul fronte della banconota originale da 20 tenge emessa nel 1993, ad Al-Farabi (872–950) filosofo e scrittore raffigurato sulla banconota da 200 tenge.

D’altra parte, a prescindere dal comprensibile odio di molti kazaki verso Nursultan Nazarbayev e la sua famiglia, i contributi dell’ex dittatore alla creazione di uno stato e di una nazione kazaka sono però innegabili. Probabilmente le banconote sono uno dei pochi posti in cui avrebbe senso vedere il viso di Nazarbayev.

Infine, è giusto far notare che molti stati stanno rinnovando le proprie banconote non tanto per modificarne l’aspetto, ma per adottare materiali polimerici sintetici volti a scoraggiare i falsari più sofisticati. I paesi che utilizzano substrati polimerici spesso integrano caratteristiche avanzate e ad alta tecnologia, come finestre traslucide e ologrammi cangianti.

La serie Saka presenta elementi di sicurezza come la patch RollingStar® e il filo di sicurezza micro-ottico RAPID® Vision, che cambiano colore e creano effetti visivi 3D. Infine, a differenza del solito, si è scelto di ridurre le dimensioni fisiche delle banconote con l’aumentare del loro valore, al fine di ridurne l’impatto ambientale e di suggerire che il più alto valore sia quello ecologico.

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Gian Marco Moisé
Gian Marco Moisé

Ricercatore e divulgatore scientifico, esperto in relazioni internazionali, scienze politiche e dell'area dello spazio post-sovietico con un dottorato conseguito alla Dublin City University. Oltre all’italiano parla inglese, francese, russo, e da qualche mese studia romeno.