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Abbiamo fatto due chiacchiere con Petra Gosenca, responsabile di questa interessante organizzazione non governativa slovena con sede a Lubiana, nota per aver ideato eccellenti laboratori creativi ed educativi per bambini e adulti e che potrebbe essere presa da esempio come best practice su un più ampio livello comunitario.
Petra, quando è stata fondata l’associazione GUMB per la promozione del pensiero creativo e di uno stile di vita riflessivo, e con quali propositi?
L’associazione GUMB, nata nel marzo 2011, è stata costituita col desiderio di scoprire e promuovere nuovi modi per riutilizzare gli oggetti e i prodotti in disuso, dando loro un nuovo valore creativo. Già prima della nascita dell’associazione, i suoi fondatori hanno esplorato le innumerevoli possibilità del riutilizzo attraverso il proprio lavoro creativo, scoprendo l’immenso potenziale racchiuso in quegli oggetti che la maggior parte delle persone considera dei semplici rifiuti.
Fin dagli inizi, la nostra attività si è così concentrata sulla sperimentazione originale con materiali di scarto e sulla ricerca dei modi innovativi per trasformarli in oggetti dal valore estetico e anche pratico. Ci ispiriamo al principio del “fai-da-te” (do it yourself), adoperando i materiali che abbiamo a disposizione.
Attraverso programmi di educazione informale, rivolti tanto ai bambini quanto alle persone adulte, ci stiamo impegnando a sensibilizzare le persone sul tema del consumo eccessivo e dello spreco, per offrire una nuova concezione rispetto agli oggetti che, solitamente, vengono cestinati. Riutilizzando i materiali, stimoliamo la creatività e promuoviamo un atteggiamento più responsabile verso l’ambiente, incoraggiando comportamenti ecologicamente più consapevoli.
Oggi cerchiamo di coltivare e portare avanti la nostra missione anche attraverso il marchio SLEDI, con cui stiamo realizzando una linea di prodotti autentici e unici, ad esempio quaderni, gioielli, spille, lampade e altro ancora, utilizzando materiali usati, di scarto o di recupero. Tra gli oggetti e i tessuti che preferiamo, ci piace riutilizzare e trasformare in particolar modo tappi di bottiglia, camere d’aria, carta, pellicole da 35 mm, floppy disk, schede madri e molto altro ancora.
Avete sviluppato un bel numero di corsi per i giovani e workshop per i più piccini. Dove si svolgono i vostri laboratori?
Nel corso dell’anno organizziamo diversi tipi di laboratori creativi. Nei sedici anni di attività abbiamo ideato e promosso oltre 1.500 laboratori incentrati sulle arti visive, sull’educazione cinematografica nonché sull’educazione ambientale olistica.
Organizziamo regolarmente laboratori in luoghi e spazi diversi, per esempio nelle biblioteche, nelle scuole, nei centri giovanili, assieme agli istituti culturali e con le istituzioni a capo dei festival culturali. Spesso le nostre attività si svolgono in luoghi quali il Kino Šiška, la Cineteca Slovena, il Museo degli Attori Sloveni a Divača (Divaccia) e lo ŠKUC di Lubiana, oltre che in numerosi centri culturali ed eventi in tutta la Slovenia e, occasionalmente, all’estero.
Nel corso degli anni abbiamo sviluppato un vasto novero di attività, che integrano arti visive, cinema, fumetto, narrazione, lavorazione dei tessuti, senza dimenticare le tematiche di impegno sociale. Di recente ci siamo concentrati in particolare sul riutilizzo dei tessuti, con l’obiettivo di sfruttare il processo creativo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul crescente problema dei rifiuti tessili e della fast fashion usa e getta.
I nostri workshop sono rivolti ai più piccoli, ai giovani e altresì alle persone adulte. Attraverso queste iniziative, ci impegniamo a promuovere un’educazione basata su un pensiero creativo, accessibile a tutte le generazioni e alle persone, indipendentemente dalle loro esperienze artistiche pregresse. Crediamo fortemente nella possibilità che chiunque sia capace di creare in maniera spontanea: la curiosità, l’apertura alla scoperta e la volontà di sperimentare nuove idee contano per noi più di qualsiasi conoscenza pregressa. Incoraggiamo i partecipanti a pensare in modo autonomo, a sviluppare abilità manuali, a collaborare e a cercare soluzioni nuove in modo creativo.
A chi sono rivolti i laboratori?
I nostri laboratori sono stati pensati per essere trasversali, cioè adatti a tutte le generazioni: dai più piccoli alle persone anziane. Tra i partecipanti ci sono bambini, giovani, adulti e persino intere famiglie, oltre a chiunque ami semplicemente esprimere la propria creatività. In occasione di festival e grandi eventi che richiamano un vasto pubblico in un breve arco di tempo, organizziamo laboratori per famiglie e attività intergenerazionali, dove bambini, genitori, nonni e altri familiari possono creare insieme.
Proprio gli incontri intergenerazionali ci stanno particolarmente a cuore. Creare in gruppo può unire le persone, rafforzare i legami tra le generazioni e favorire la trasmissione di conoscenze, esperienze e tradizioni in modo spontaneo. Il processo creativo diventa in questa maniera un’occasione di dialogo, collaborazione e tempo di qualità trascorso insieme. Sono momenti preziosi quelli in cui diverse generazioni della stessa famiglia – dalla pronipote alla bisnonna – partecipano congiuntamente ad un laboratorio; sono momenti che ci aiutano a ricordare, ancora una volta, come la creatività non conosca affatto limiti di età.
Come sono organizzati gli incontri? Comprendono anche delle attività riconducibili all’arte visiva?
I nostri laboratori cinematografici sono concepiti in modo tale che il processo creativo si trasformi in un metodo efficace per esplorare l’arte del cinema. Attraverso attività pratiche, bambini e ragazzi approfondiscono il linguaggio cinematografico, l’animazione e le fasi di realizzazione di un film, acquisendo così una comprensione del mezzo cinematografico basata sull’esperienza diretta.
In pratica, i laboratori iniziano con la proiezione di film d’animazione o di cortometraggi selezionati, che servono da un lato come fonte d’ispirazione, e, dall’altro, come il punto di partenza per intavolare delle discussioni sulle diverse tecniche di animazione, sul linguaggio cinematografico e sulle modalità di narrazione. Spesso organizziamo sessioni tematiche, incentrate, ad esempio, sui maestri dell’animazione ceca, sull’animazione a silhouette o su figure di spicco come Lotte Reiniger e Norman McLaren, permettendo ai partecipanti di scoprire l’evoluzione dell’animazione, dalle origini fino agli approcci contemporanei.
Successivamente, i partecipanti si cimentano in prima persona nel processo creativo: sviluppano storyboard, redigono le liste delle inquadrature, progettano personaggi e scenografie e apprendono le basi dell’animazione, delle riprese e del montaggio. In questo modo, riescono a vivere il cinema in prima persona: non più soltanto come spettatori, ma come creatori.
Applichiamo questo approccio da anni, in collaborazione con la Cineteca Slovena e il Museo degli Attori Sloveni di Divača (Divaccia), oltre che attuarlo nell’ambito di diversi festival ed eventi cinematografici. Quando i laboratori si svolgono in un contesto museale, colleghiamo le attività creative alle esposizioni in corso: i partecipanti esplorano le prime invenzioni cinematografiche, vestono i panni di “detective del cinema”, scoprono gli oggetti di scena utilizzati nelle riprese o progettano i propri manifesti cinematografici dopo aver osservato quelli storici. Così facendo, vivono il cinema in modo olistico: come arte, storia e fonte di ispirazione per la propria esplorazione personale.
Perché è raccomandabile stimolare la creatività tra i giovani?
L’importanza della creatività non è limitata al solo campo dell’arte. Piuttosto, il pensiero creativo ci aiuta a risolvere problemi, trovare nuove soluzioni e comprendere meglio il mondo che ci circonda. Bambini e giovani possiedono una straordinaria capacità di immaginazione e di pensiero creativo, ma tale attitudine va incoraggiata e coltivata. Quando hanno l’opportunità di esplorare, sperimentare e persino sbagliare, sviluppano la fiducia in se stessi, perseveranza e la fede nelle proprie idee e nei propri mezzi.
Allo stesso tempo, abbiamo potuto osservare come il processo creativo con l’utilizzo dei materiali di scarto porta i partecipanti ai laboratori a riflettere agevolmente sul proprio rapporto con l’ambiente. Ciò non accade perché ricevono lezioni di ecologia, ma perché scoprono autonomamente che è possibile creare qualcosa di bello, utile e unico a partire da quel che a prima vista sembra solamente un rifiuto insignificante.
Camere d’aria forate si trasformano in braccialetti o borse originali; i contenitori in cartone delle uova danno forma a lampadari per il soggiorno; una bottiglia di plastica si trasforma in un astuccio scolastico; e vecchie magliette trovano nuova vita come borse della spesa, tappeti o manufatti tessili stampati.
Nei laboratori per il riciclo/riuso di prodotti ed oggetti, i partecipanti apprendono gli usi alternativi dei materiali e nel contempo realizzano il proprio potenziale creativo. Così facendo, si rendono conto di possedere già in casa molti oggetti che possono riutilizzare, destinandoli a nuovi scopi con un pizzico di senso creativo, eliminando l’assillante necessità di acquistare continuamente nuovi prodotti. Un’esperienza di questo tipo ha spesso un impatto ben maggiore di una lezione teorica, poiché i partecipanti approdano a una mentalità orientata alla sostenibilità attraverso il proprio lavoro creativo e con l’esplorazione diretta.
GUMB è un’associazione non profit. Dove riuscite a reperire i fondi da utilizzate per organizzare le vostre attività, gli incontri, i vostri progetti?
Come la maggior parte delle organizzazioni non governative attive nel settore culturale, operiamo su una base progettuale. I nostri programmi sono resi possibili grazie soprattutto ai bandi pubblici, al sostegno del Comune di Lubiana e alla proficua collaborazione con diverse istituzioni culturali e partner. Molti dei nostri progetti vengono sviluppati in forma di partenariato con biblioteche, musei, curatrici e curatori di festival e altre organizzazioni non profit.
Questo approccio di lavoro richiede una notevole capacità di adattamento nonché un costante sforzo amministrativo, ma ci garantisce anche tanta libertà creativa. È proprio grazie alle nostre partnership di lunga data se riusciamo a sviluppare programmi che perfezioniamo nel tempo, adattandoli incessantemente ai bisogni delle nuove generazioni.
In Slovenia ci sono altri gruppi impegnati e creativi, un po’ come lo è il vostro?
In Slovenia operano molte organizzazioni eccellenti nei settori dell’educazione culturale, delle arti e dell’ecologia; tuttavia, la nostra nicchia è piuttosto specifica, poiché integriamo in modo olistico la creazione artistica visiva, l’educazione cinematografica, il riutilizzo dei materiali e la sensibilizzazione ambientale.
Piuttosto che confrontarci con gli altri, preferiamo sviluppare delle collaborazioni con loro. Nel corso degli anni abbiamo instaurato numerose partnership con musei, biblioteche, artisti, associazioni culturali e istituzioni. Del resto, l’integrazione di competenze, pratiche creative e prospettive diverse è uno dei motivi per cui il panorama culturale sloveno oggigiorno tende a rimanere così squisitamente variegato e vivace.
Recentemente mi sono imbattuto nell’opinione secondo cui, un tempo, la Slovenia ha saputo investire in maniera intelligente ed efficace nei giovani e nelle loro competenze. Questo tipo di cultura esiste tutt’oggi o è relegata al passato?
Non credo affatto che manchi del potenziale creativo tra i giovani di oggi. Anzi, i ragazzi sono ancora molto curiosi, aperti e desiderosi di confrontarsi con le novità. A questo proposito, la sfida più grande risiede forse nel fatto che viviamo in un’epoca caratterizzata da un flusso frenetico di contenuti, immagini e un’incessante frenesia collettiva. Ecco perché è ancora più importante creare spazi in cui possano prendersi il loro tempo, lavorare con le mani, collaborare e socializzare con i coetanei.
D’altra parte, sarebbe auspicabile un sostegno a lungo termine per il settore dell’educazione artistica e culturale. Molti programmi di alta qualità nascono dallo straordinario entusiasmo di singoli individui e organizzazioni. Eppure, il loro successo spesso dipende dai bandi di finanziamento legati ai singoli progetti. Credo fortemente che bambini e i giovani meritino il diritto a far riconoscere la creatività come una delle competenze fondamentali per la vita, anziché come qualcosa che sia relegato solamente al tempo libero. Proprio grazie alla creatività si sviluppa quel tipo di abilità che favorisce la collaborazione, il pensiero critico, l’adattabilità e la capacità di risolvere problemi: sono competenze di cui la nostra società avrà sempre più bisogno in futuro.
Grazie della chiacchierata e buon lavoro!
Tutte le immagini sono utilizzate per gentile concessione dell’intervistata.
Nato a Trieste, dopo gli studi conseguiti all’Università dell’Essex e all’Università di Cambridge, è stato cultore in Economia politica all’Università di Trieste. È stato co-redattore della rivista online di economia “WEA Commentaries” sino alla sua ultima uscita. Si interessa di economia, sociologia e nel tempo libero ha seguito regolarmente il basket europeo ed in particolare quello dell’ex-Jugoslavia nel corso degli ultimi anni. Ha tradotto per vari enti ed istituzioni atti e testi dallo sloveno all’italiano e dall’italiano allo sloveno.