Come potrai immaginare, questo progetto ha dei costi, quindi puoi sostenerci economicamente con un bonifico alle coordinate che trovi qui di seguito. Ti garantiamo che i tuoi soldi verranno spesi solo per la crescita del progetto, per i costi tecnici e per la realizzazione di approfondimenti sempre più interessanti:
IBAN IT73P0548412500CC0561000940
Banca Civibank
Intestato a Meridiano 13
Puoi anche destinare il tuo 5x1000 a Meridiano 13 APS, inserendo il nostro codice fiscale nella tua dichiarazione dei redditi: 91102180931.
Dall’ottobre scorso, decine di palloni aerostatici carichi di sigarette di contrabbando provenienti dalla Belarus’ stanno creando il caos negli aeroporti lituani, causando la cancellazione o deviazione di voli e disagi per decine di migliaia di passeggeri. Il fenomeno si è intensificato a novembre, registrando l’ondata più intensa mai vista.
Solo il 24 novembre, infatti, l’aeroporto di Vilnius è stato costretto a chiudere due volte in un giorno per l’arrivo di decine di palloni, con voli dirottati su Kaunas e Riga. Per lo stesso motivo, l’aeroporto è stato poi nuovamente inagibile tra il 28 e il 29 novembre.
La crisi aerea ha rapidamente coinvolto anche la frontiera terrestre: il 29 ottobre il governo lituano aveva formalizzato la chiusura dei due ultimi valichi di frontiera con la Belarus’ – Medininkai e Šalčininkai – inizialmente fino al 30 novembre, ma la riapertura è stata anticipata al 20 novembre. Questo non solo a causa della diminuzione del numero di palloni avvistati, ma anche per far rientrare più di mille camion lituani bloccati in Belarus’. Le autorità di Minsk si sono rifiutate categoricamente di aprire un corridoio per far rientrare i mezzi, pretendendo invece la riapertura completa della frontiera.
La decisione di chiudere temporaneamente la frontiera, seppur poi riaperta in anticipo, rappresenta una escalation significativa nelle relazioni bilaterali. Delle sei frontiere originarie per il traffico internazionale tra Lituania e Belarus’, quattro erano già state chiuse in precedenza: Šumskas e Tverečius nell’agosto 2023 a causa della presenza del gruppo Wagner, e Lavoriškės e Raigardas nel marzo 2024 per motivi di sicurezza legati al congestionamento del traffico su questi due valichi dopo la chiusura delle frontiere con la Polonia.
Mappa dei valichi di frontiera internazionali tra Lituania e Belarus’. In verde quelli attivi, in rosso quelli chiusi.
Non solo confini terrestri
Il fenomeno dei palloni aerostatici va inquadrato nel contesto della crisi di frontiera tra Lituania e Belarus’, iniziato due anni fa quando, in risposta alla crisi migratoria orchestrata dal regime di Aljaksandr Lukašenka nel 2021, la Lituania ha completato la costruzione di una barriera fisica lungo gran parte dei 679 chilometri di confine condiviso.
La recinzione, dotata di sistemi di sorveglianza elettronica, ha drasticamente ridotto la permeabilità terrestre, ma a costo di una tragica situazione umanitaria che ha portato alla morte di decine di migranti morti dall’inverno 2021 a oggi, non solo a causa delle condizioni climatiche avverse ma anche degli abusi delle autorità di frontiera.
Ma quando un canale si chiude, la pressione cerca sfogo altrove. E quindi le organizzazioni di contrabbando bielorusse, storicamente attive nel traffico di tabacchi lavorati, hanno spostato la logistica sul piano verticale.
A partire dal 2023, le guardie di frontiera lituane (VSAT) hanno registrato un aumento esponenziale nell’avvistamento di palloni meteorologici in lattice, gonfiati a elio o idrogeno, lanciati dal territorio bielorusso. Questi vettori, spinti dai venti occidentali prevalenti, trasportano carichi di sigarette di contrabbando dotati di localizzatori GPS, destinati a essere recuperati da complici in territorio lituano.
Il fenomeno ha raggiunto dimensioni impressionanti e i sequestri del 2025 ammontano già a 1,5 milioni di pacchi.
Contrabbando, un business redditizio
Il fenomeno del contrabbando di sigarette tramite palloni non è nuovo, ma la sua recente intensificazione rivela dinamiche più complesse. Quest’anno le autorità lituane hanno intercettato oltre 600 palloni lanciati dalla Belarus’, mentre nel 2024 erano stati registrati 226 episodi simili.
Il metodo rappresenta ormai l’80% del contrabbando di sigarette attraverso il confine. I palloni vengono gonfiati con elio e sfruttano le correnti d’aria in quota, che sono costanti e prevedibili, riducendo al minimo il rischio di deviazioni dalla rotta prestabilita. La scelta dell’altitudine non è casuale: volando a 13 chilometri di quota, a una velocità di 100-200 chilometri orari, i palloni si mantengono al di sotto del traffico aereo commerciale ma abbastanza in alto da essere difficilmente intercettabili con sistemi convenzionali.
La Belarus’ è stata a lungo identificata come fonte di contrabbando internazionale di sigarette, con un fiorente commercio di sigarette prodotte legalmente ma destinate specificamente al contrabbando in paesi dove non sono normalmente disponibili sul mercato legale.
Ma la questione ha risvolti geopolitici evidenti: il controllo del commercio di prodotti del tabacco, incluso il contrabbando transfrontaliero, è da tempo nelle mani della cerchia ristretta di Lukašenka e genera profitti significativi.
Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha dichiarato che “è piuttosto ovvio che i servizi speciali, il KGB [bielorusso, N.d.A.], sono coinvolti nella vendita di sigarette da parte di aziende che producono prodotti sia ufficiali che destinati al mercato illegale, e che ogni pacchetto di sigarette di contrabbando genera enormi profitti”.
Perché non è solo una questione economica…
La sfida posta da questi vettori aerei è innanzitutto economica.
Secondo Sjarhej Besarab, chimico bielorusso e divulgatore scientifico intervistato da RFERL, un pallone in grado di trasportare 40-50 chilogrammi di carico costa circa 500 euro e può contenere circa 1.500 pacchetti di sigarette dal valore di 3.450 euro. Si parla quindi di un valore di mercato nell’Ue che supera ampiamente il costo alla fonte in Belarus’: anche con un tasso di intercettazione elevato, il margine di profitto per i contrabbandieri rimane garantito.
Per lo stato lituano, invece, il calcolo è opposto. I radar della difesa aerea sono tarati per individuare aerei, missili o droni metallici che viaggiano a velocità sostenute. Un pallone in lattice, che si muove lentamente e ha una traccia radar quasi nulla è invece difficile da identificare automaticamente.
Inoltre, l’abbattimento di un pallone richiede l’impiego di elicotteri o caccia, con costi operativi che ammontano a migliaia di euro per ora di volo, o l’utilizzo di droni costosi. Utilizzare armi da fuoco o missili contro un bersaglio di gomma sopra aree abitate o boschive comporta rischi collaterali inaccettabili rispetto alla minaccia immediata.
Se il carico si limitasse al tabacco, il problema resterebbe di natura fiscale e di ordine pubblico. Tuttavia, nel contesto dell’aggressione russa all’Ucraina e della militarizzazione della Belarus’, la valutazione del rischio da parte del dipartimento di sicurezza statale lituano è cambiata radicalmente.
Un pallone capace di trasportare 10 chilogrammi di sigarette ha la capacità di carico sufficiente per trasportare dispositivi di sorveglianza (ad esempio sensori ottici o elettronici per mappare le posizioni delle truppe o le frequenze radar) o carichi pericolosi. Inoltre l’invio massiccio di palloni può servire per valutare il livello di saturazione dei radar lituani, ma anche per testare i tempi di reazione della difesa aerea e individuare i punti ciechi nella copertura.
Inoltre, la traiettoria di questi oggetti interferisce con l’aviazione civile. Nel corso dell’ultimo anno, si sono verificati episodi in cui i corridoi aerei sopra il Baltico sono stati interessati dalla presenza di oggetti non identificati, ponendo un rischio concreto per la sicurezza dei voli passeggeri.
…ma ha anche risvolti giudiziari
Secondo Vilnius, dietro questi episodi apparentemente isolati si celerebbe quindi una strategia ben più complessa, che ha portato il governo lituano prima a chiudere la frontiera con la Belarus’, e ora a ricorrere alla giustizia internazionale: il 27 novembre, la prima ministra lituana Inga Ruginienė ha annunciato una decisione che trasforma quello che inizialmente sembrava un problema di contrabbando in un caso di diritto internazionale. La Lituania si rivolgerà alla Corte Internazionale di Giustizia contro la Belarus’ per i danni causati dai continui voli di palloni aerostatici.
Il processo legale è già in corso: a inizio novembre il ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni Juras Taminskas si è rivolto all’Organizzazione internazionale dell’Aviazione Civile e alla Direzione generale per la mobilità e i trasporti della Commissione europea chiedendo risposte e misure concrete.
Rapporti di vicinato in crisi
La risposta di Minsk è stata accusatoria. Lukašenka ha definito la decisione lituana di chiudere i valichi di frontiera come “una truffa folle” e parte di una “guerra ibrida” dell’Occidente contro la Belarus’. Il leader bielorusso ha suggerito che Vilnius dovrebbe combattere il contrabbando al suo interno, sostenendo che se i palloni trasportano sigarette, qualcuno deve riceverli sul territorio lituano.
Il ministro degli Esteri bielorusso Maksim Ryženkov ha accusato Vilnius sostenendo che l’escalation della crisi sia motivata dal desiderio di ottenere finanziamenti europei. Minsk ha anche protestato per il mancato utilizzo dei canali diplomatici per informare delle azioni intraprese.
La crisi dei palloni, infatti, sembra aver definitivamente sepolto i rapporti tra Lituania e Belarus’. La frontiera orientale, di fatto, è diventata una linea di attrito permanente.
Laureata in Scienze Politiche (Studi sull’Est Europa) e in Governance locale all’Università di Bologna, ha studiato e lavorato in Lituania, Slovenia e Ucraina, dove si è occupata di sicurezza energetica, comunità locali e IDP. Lavora nel campo dell’integrazione europea, sviluppo locale e osservazione elettorale.