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Due medaglie olimpiche in due edizioni diverse. Nello stesso anno. Il 1988 di Christa Luding-Rothenburger, pattinatrice di velocità e pistard della Repubblica Democratica Tedesca è entrato nella storia dello sport. Una stagione perfetta che, con l’attuale collocazione dei Giochi, non si potrà più ripetere.
Un fulmine sui pattini
Christa Rothenburger, classe 1959, è nata a Weißwasser, in Sassonia, in uno dei templi degli sport invernali della DDR, lì dove ad esempio giocava una delle squadre di hockey più forti del Paese. A 6 anni Christa si mette i pattini. Diventa una specialista del pattinaggio di velocità su pista lunga, gareggiando per l’Einheit Dresden. Nel 1978 è argento ai campionati della DDR nell’all around e un anno dopo ai Mondiali di Inzell è terzo, sempre nella gara multipla. Il 1980 è un anno decisivo.
Christa debutta alle Olimpiadi. L’esperienza a Lake Placid però non è positiva. Nei 500 e nei 1000 arriva lontano dal podio, dove brilla la stella di Karin Enke, compagna di squadra di Rothenburger. Sono allenate entrambe da Ernst Luding, classe 1942. Da ragazzo è stato un buon hockeysta e nel 1966 dopo il ritiro si è anche messo ad allenare. Nel 1970, quando i vertici sportivi della DDR hanno deciso di non sostenere più l’hockey Ernst si “ricicla”. Insieme al suo collega Rainer Mund crea una sezione di pattinaggio all’interno dell’Einheit Dresda, che diventa uno dei club più forti della DDR.
La consacrazione a Sarajevo
Il percorso di Rothenburger non è uno scatto, ma un lento allungo. Nei primi anni Ottanta vive all’ombra di Karin Enke, anche se coglie un altro bronzo mondiale nel 1983 e stabilisce il primato del mondo nei 500 e nei 1000, oltre che nell’all around. La svolta sono i Giochi Olimpici del 1984, dove vince l’oro nei 500 metri. È la prima gara nelle grandi competizioni in cui Christa riesce a mettersi dietro Karina Enke. L’anno dopo la ragazza del Einheit Dresden conquista anche il titolo mondiale, senza però la sua rivale assente per maternità.
Una nuova sfida
Nel 1986, da campionessa olimpica e mondiale nel pattinaggio, Rothenburger debutta in un’altra rassegna iridata, quella di ciclismo su pista. La sassone, che inizialmente usava le due ruote come preparazione estiva per la sua attività invernale, nei primi anni Ottanta ha cominciato a gareggiare in patria. Dominando le competizioni. Ad agosto 1986 a Colorado Springs la tedesca dell’Est conquista l’oro davanti alla sovietica Erika Salumäe. L’anno successivo a Vienna le posizioni si invertiranno con Christa seconda e l’atleta dell’Urss, nata in Estonia, prima con Rothenburger che qualche mese prima era arrivata terza nell’all around ai Mondiali di pattinaggio di velocità dietro alla solita Enke, ora Kania per matrimonio, e alla statunitense Bonnie Blair.
1988, oro olimpico invernale e matrimonio
La stagione dell’appuntamento a cinque cerchi di Calgary comincia con un buon segno. È l’oro nella combinata ai Mondiali negli Stati Uniti, dove la ragazza di Weisswasser dimostra la sua superiorità nei 500 metri, la distanza più breve. Due settimane dopo in Canada alle Olimpiadi Christa non sbaglia. Non vince per due centesimi sui 500 metri dove l’oro va a Bonnie Blair, mentre sorprende sui 1000.
Rothenburger conquista l’oro, davanti alla connazionale Kania-Enke, stabilendo il nuovo primato del mondo, con un tempo che dodici anni prima a Montreal sarebbe valso l’oro anche al maschile. La sera prima dei trionfo olimpico, racconterà anni dopo l’atleta della Germania Est, Christa fa una cosa particolare. Insieme a suo marito va allo zoo, a vedere le gazzelle, tra gli animali più veloci. Due medaglie che contribuiscono alla supremazia della DDR nel pattinaggio di velocità con tredici medaglie. Circa due mesi dopo, Christa ha altro da festeggiare. Si sposa infatti ad aprile con Ernst Luding, sancendo un legame tecnico ed emotivo che non finirà mai.
Un argento storico
Poco più di sette mesi dopo quella medaglia Luding-Rothenburger è ancora in pista, ma stavolta su quella del velodromo olimpico di Seul. La specialità è quella dello sprint. Dopo le qualificazione, negli sprint a eliminazione diretta, la tedesca orientale vince con relativa facilità. In semifinale elimina al terzo e decisivo sprint la francese Gautheron. In finale per l’oro l’avversaria è la solita Erika Salumäe.
Christa parte bene vincendo con un super 11″68 il primo sprint per poi farsi rimontare dall’atleta di origine estone. È un argento storico perché nessuno ha mai più ripetuto l’exploit di vincere una medaglia nello stesso anno ai Giochi Olimpici estivi e invernali, condizione impossibile perché dal 1994 le Olimpiadi non si disputano più nello stesso anno.
Un dignitoso ritiro
La carriera nel ciclismo di Christa, la prima donna sotto i 40 secondi nel 500 metri, finisce di fatto in quel pomeriggio coreano, ma quella nel pattinaggio prosegue con un argento e un bronzo ai Mondiali nel 1989 e nel 1992, quest’ultimo sotto la bandiera della Germania unita. Negli anni Novanta Christa e suo marito Ernst, morto nel 2022, abbandonano il mondo dello sport, fondando un’azienda di trasporti che hanno gestito per più di 30 anni.
Classe 1984, nato a Sesto San Giovanni quando era ancora la Stalingrado d’Italia. Germanocentrico, ama la Spagna, il Sudamerica e la Mitteleuropa. Collabora con Avvenire e coordina la rivista Cafè Rimet. È autore dei volumi “C’era una volta l’Est. Storie di calcio dalla Germania orientale”, “Rivoluzionari in campo” e coautore di “Non solo Puskas” e “Quattro a tre”.