Libri, letture e recensioni per la fine del 2025

Anche quest’anno, per la fine del 2025, noi della redazione di Meridiano 13 abbiamo compilato una bella lista libri e consigli. Abbiamo scelto fra alcuni titoli (come sempre tradotti in lingua italiana) che abbiamo letto e amato negli ultimi tempi. Potrebbero diventare un buon regalo – o, perché no, autoregalo – per qualcuno di voi.

Alle sue spalle di Haska Shyyan, traduzione di Alessandro Achilli, Nuova Editrice Berti, 2025

Vincitore del premio dell’Unione europea per la letteratura e ambientato nella prima fase dell’invasione russa dell’Ucraina, il libro dà voce a un’esperienza al femminile raramente raccontata nei romanzi sulla guerra: non dal fronte, ma da chi resta, aspetta, si confronta con la paura, la solitudine, la responsabilità. In uno stile diretto, realistico, spesso duro, l’autrice esprime una riflessione sull’identità in tempi di guerra, sulle relazioni, le aspettative sociali e i cambiamenti profondi e inevitabili che si susseguono in una nuova normalità.

A caro prezzo di Mychajlo Kocjubyns’kyj, traduzione di Lorenzo Pompeo, Bonfirraro Editore, 2025

Esce in italiano un volume che è una vera e propria meditazione sul significato della libertà, sulla dignità umana, sul sacrificio e sul desiderio di autodeterminazione. A caro prezzo, pubblicato originariamente in ucraino nel 1901, è la storia di due giovani innamorati, Ostap e Solomija, che decidono di fuggire per sottrarsi alla coscrizione forzata nell’esercito zarista. Leggere Kocjubyns’kyj oggi è di grande attualità perché il racconto mette in luce come la libertà personale abbia un costo, “a caro prezzo” per l’appunto.

Qui puoi trovare altri consigli di lettura: Recensioni.

La gatta alla fine del mondo di Robert Perišić, traduzione di Elvira Mujčić, Bottega Errante Editore, 2025

“Volevamo rendere il mondo più grande”: la colonizzazione greca della costa orientale dell’Adriatico diviene così la prima grande globalizzazione del mondo, quello mediterraneo, di cui “si possono vedere tuttora le tracce”, aggiunge l’autore da noi intervistato. Lo scrittore croato Robert Perišić ha confezionato un libro che si distingue (soprattutto per soggetto, temi e ambientazione) dalla sua produzione, già nota al pubblico italiano grazie all’editore Bottega Errante.
La gatta alla fine del mondo è “una storia remota che funge però da contrappunto ai tempi moderni”, afferma lo scrittore, invitandoci a riflettere sul nostro atavico antropocentrismo, sul nostro rapporto – spesso segnato da sfruttamento e incuria – con la natura. Perišić dà voce così anche a ciò che anthropos non è, in un gioco di prospettive continuo che mette in dubbio la percezione umana di sé e dell’altro. 

Radio Sarajevo di Tijan Sila, traduzione di Cristina Vezzaro, Voland Edizioni, 2025

L’irrompere della guerra nell’attuale Bosnia ed Erzegovina e l’assedio di Sarajevo attraverso gli occhi di un bambino di undici anni. La vicenda autobiografica dell’autore in un romanzo di formazione spietato e appassionante, che ritrae la quotidianità di un’intera città costretta a reinventarsi continuamente strategie per sopravvivere tra il grottesco e il tragico, come spesso accade nei Balcani. Vincitore del prestigioso premio Ingeborg Bachmann nel 2024.

Dopo la festa di Stevo Grabovac, traduzione di Marijana Puljić e Marija Bradaš, Marsilio, 2025

“Da noi, le autorità e gli stati cambiavano periodicamente, ma le ingiustizie rimanevano sempre le stesse.” Quello del serbo Grabovac è un romanzo fluviale e autobiografico: lo scrittore si trova a riaprire gli sconfinati e ordinatissimi archivi del padre, giornalista da poco scomparso, per far luce su un crimine di guerra dimenticato. Il genitore aveva infatti collezionato sterminate dichiarazioni e prove durante i conflitti nell’ex Jugoslavia. Sta ora al figlio raccogliere il testimone e continuare a interrogarsi sull’effettivo potere della scrittura. Vincitore in patria del premio NIN per il miglior romanzo nel 2024.

I traditori di Artur Weigandt, traduzione di Giuliano Geri, Bottega Errante Edizioni, 2025

Un lavoro ibrido fra il romanzo e il reportage. Ucraina, Germania, Asia centrale, sono questi i luoghi attraverso i quali si muove la penna dell’autore che indaga le origini della propria famiglia nel momento in cui, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, tutto sembra andare in frantumi. Identità, guerra, ricerca delle radici, questi alcuni dei temi de I traditori.

Una vita romena di Cristian Mungiu, traduzione di Anita Bernacchia, La Nave di Teseo, 2025

Un ritratto intimo e disarmante della quotidianità rumena contemporanea: è questa la storia uscita dalla penna di Mungiu, regista che lascia parlare i dettagli: piccoli gesti, silenzi, tensioni familiari che diventano specchio di un intero paese, nello stile asciutto e lucido che lo caratterizza. Mungiu, infatti, trasporta nero su bianco la stessa capacità di osservazione tipica del suo cinema. Il risultato è un libro che invita a guardare oltre i luoghi comuni.

Il mago del Cremlino di Giuliano da Empoli, Mondadori, 2022

Nel corso di una notte Vadim Baranov, personaggio fittizio, racconta le dinamiche che hanno portato un anonimo funzionario del Kgb, Vladimir Putin, al potere.
Il romanzo dello scrittore francese, da cui è stato tratto un film che uscirà nel 2026 in Italia, non è una ricostruzione storica degli eventi, ma offre sicuramente importanti spunti di riflessione sull’attualità.

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Redazione
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