Robotron Sömmerda, uno sponsor per la storia

Una maglia azzurra. Con una scritta sul petto. È quella con cui il 12 marzo 1989 il Robotron Sömmerda, club dell’omonima città della Turingia, affronta al Kurt-Neubert-Sportpark la Dynamo Eisleben, nella ventesima giornata del girone B della DDR-Liga, la seconda divisione del calcio della Repubblica Democratica Tedesca. Non è una divisa qualsiasi, ma la prima che nella storia della Germania Est, porta il nome di uno sponsor.

Dai motori all’elettronica

Dopo la fine della seconda guerra mondiale e lo scioglimento del VfB Sömmerda il calcio nel piccolo centro della Turingia rinasce, prima come Sportgemeinschaft Sömmerda, denominazione con cui raggiunge nel 1949 il turno preliminare del primo campionato della zona di occupazione sovietica, e poi come Betriebssportgemeinschaft.

Sono le società legate a una determinata azienda collettiva che tra i primi anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta caratterizzeranno il calcio della DDR. Fino al 1971 a Sömmerda il calcio sarà legato al comparto meccanico e dell’industria dei motori, poi alla Zentronik, azienda di elaborazione dati e prodotti per ufficio e dal 1978 alla Robotron che produceva elettronica di consumo, ad esempio radio e TV, oltre che i primi mini PC, esportati anche all’estero.

Robotron Sömmerda: un club ambizioso

Motor, Zentronik e Robotron hanno il sogno non molto nascosto di giocare con i migliori club della DDR. Oscillano tra la terza e la seconda serie, puntando su qualche buon giocatore cresciuto nel vivaio come Erwin Seifert, che poi avrebbe collezionato quasi 160 presenze in Oberliga e soprattutto sugli esuberi del vicino Rot-Weiss Erfurt che grazie a un accordo tra i club manda a Sömmerda alcuni calciatori d’esperienza come Rainer Knobloch, Horst Kiesewetter, Gerd Stieler. Nel 1976 l’allora Zentronik raggiunge il suo massimo risultato, un quarto posto nel girone E di DDR-Liga.

Anni Ottanta, sogni di gloria e di modernità

Dopo un paio di stagioni a yo-yo tra seconda e terza divisione nel 1987 il Robotron si assesta in DDR-Liga. Ha una buona rosa con in porta Wolfgang “Molli” Benker, una presenza in Nazionale nel 1984 e in attacco Martin Busse per un decennio colonna del Rot-Weiss Erfurt. Anche dal punto di vista della gestione fuori dal campo, il club forte dell’appoggio finanziario e logistico della Robotron, un’azienda considerata un orgoglio per i vertici della DDR, si dota di una struttura di ottimo livello.

Nei panni del “nemico di classe”

In questo contesto lavora Dieter Jordan, il direttore dell’azienda collettiva, nonché padre del PC1715, un computer prodotto in 93mila esemplari in tutta la Germania Est ed esportato anche in Unione Sovietica. Agli inizi del 1989 il dirigente, che guiderà l’azienda anche dopo la Riunificazione quando cambierà proprietà e pelle, ha un’idea. Quella di mettere uno sponsor sulla maglia della squadra. Nella DDR la sponsorizzazione commerciale non esiste, anzi è considerata per motivi ideologici come il professionismo: inaccettabile. Jordan però può contare su tanti contatti, anche al di là del Muro di Berlino e su una buona influenza politica.

Così poco prima della partita con la Dynamo Eisleben si presenta con una nuova muta di maglie della Puma, un’azienda con sede in Germania Ovest e con la scritta Präsident Printer. Non è uno sponsor ma il nome con cui nella Repubblica Federale sono commercializzate le stampanti prodotte da Robotron. Un colpo perfetto anche per non agitare troppo le autorità sportive. L’ultimo ok lo dà Heinz Löffler, il capo della sezione calcistica del club. La maglia non porterà benissimo, perché quel giorno il Robotron perde 2-0 con gol di Hecker e Bedranowsky, ma la storia il club della Turingia l’ha già scritto.

Aprire la via

I rossoblù, con la loro scelta hanno tracciato un cammino. Il 21 novembre 1989 la Nazionale di pallamano della DDR scende in pista nella prestigiosa Handball-Supercup con la divisa griffata “Kaufhof”, uno dei principali grandi magazzini della Germania Ovest. Poche settimane dopo, nel dicembre 1989, l’imprenditore nel settore pulizie Axel Brauer conclude un accordo con l’Union Berlino per una sponsorizzazione che durerà fino a fine stagione. E poi i marchi sulle maglie da eccezione diventeranno regola.

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Roberto Brambilla
Roberto Brambilla

Classe 1984, nato a Sesto San Giovanni quando era ancora la Stalingrado d’Italia. Germanocentrico, ama la Spagna, il Sudamerica e la Mitteleuropa. Collabora con Avvenire e coordina la rivista Cafè Rimet. È autore dei volumi “C’era una volta l’Est. Storie di calcio dalla Germania orientale”, “Rivoluzionari in campo” e coautore di “Non solo Puskas” e “Quattro a tre”.