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Da oltre vent’anni APICEUROPA promuove tra i cittadini la conoscenza del processo di integrazione europea e dei valori fondanti dell’Unione. Oggi, in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni geopolitiche e da un rinnovato dibattito sull’allargamento, l’associazione dedica un’iniziativa speciale ai Balcani occidentali, regione cruciale per il futuro dell’Europa.
A più di trent’anni dalla strage di Srebrenica (11 luglio 1995), in cui oltre 8.000 bosgnacchi musulmani furono uccisi dalle truppe dell’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, il festival (realizzato con il sostegno della Fondazione CRC e il partenariato di diversi enti) intende riaffermare il valore della memoria come fondamento di una costruzione europea più consapevole, inclusiva e coesa. Le guerre degli anni ’90, che hanno infranto l’idea di un continente pacificato, restano una ferita aperta e un monito attuale.
La situazione nei Balcani rimane fragile: persistono tensioni in Bosnia ed Erzegovina, il dialogo tra Serbia e Kosovo procede con difficoltà e le recenti proteste in Serbia e Bulgaria evidenziano criticità democratiche e istituzionali. In questo scenario, Russia e Cina rafforzano la loro influenza nell’area, mentre l’Unione Europea è chiamata a non disattendere le promesse di integrazione rivolte ai Paesi balcanici, consapevole che stabilità, sicurezza energetica e credibilità politica dell’UE passano anche da questa regione.
Un ponte tra Europa e Balcani: il programma del festival
Il festival si apre giovedì 12 marzo 2026 alle 18.00 a Cuneo (NuOvo, via Parco della Gioventù) con l’incontro “Capire le proteste in Serbia e Bulgaria”, con Giorgia Spadoni (traduttrice, interprete e co-fondatrice del progetto divulgativo Meridiano 13, per cui si occupa di Bulgaria ed ex Jugoslavia) per analizzare le dinamiche politiche e sociali in atto nei due Paesi. Alle 21.00, a Boves (Salone Polivalente parrocchiale, in piazza dell’Olmo), proiezione del film Quo Vadis, Aida?, diretto da Jasmila Žbanić, intensa ricostruzione cinematografica del massacro di Srebrenica attraverso lo sguardo di un interprete ONU.
Venerdì 13 marzo si apre alle 18.30 (presso la sede di APICEUROPA, via Roncaia 85, Boves) con l’incontro “La promessa dell’allargamento ai Balcani” con Luisa Chiodi, direttrice scientifica dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, approfondirà lo stato del processo di adesione dei paesi balcanici all’Ue, anche alla luce delle nuove dinamiche geopolitiche seguite alla guerra in Ucraina. Alle 21.00 (Salone Polivalente parrocchiale, in piazza dell’Olmo, Boves) sarà proiettato il film Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Strugar Mitevska, opera che affronta con ironia e forza i temi dei diritti e delle tradizioni nei Balcani.
Sabato 14 marzo presso la sede di APICEUROPA (via Roncaia 85, Boves) si inaugura la mostra “Dalla Jugoslavia ai Balcani occidentali”, con opere della raccolta “Eurohumor” e contributi di artisti balcanici contemporanei, tra cui Agim Sulaj e l’Associazione Vignettisti Kosovari. Seguiranno la presentazione del libro Anime dolenti di Nasiha Sejdic, uno spettacolo musicale del gruppo “I Baklava”, e un dibattito con Alberto Perduca, già membro dell’Ufficio del Pubblico Ministero del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia e impegnato nelle indagini su Srebrenica.
L’iniziativa si propone come uno spazio di approfondimento, confronto e memoria attiva, nella convinzione che l’allargamento ai Balcani occidentali non sia solo una questione geopolitica, ma una responsabilità storica e politica dell’Europa. Perché la pace non è soltanto assenza di guerra, ma costruzione quotidiana di giustizia, dialogo e democrazia.
La redazione di Meridiano 13 è composta da un grande numero di persone che collaborano saltuariamente, approfondendo tematiche nelle quali sono particolarmente competenti.