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Il dolce Cușma lui Guguță, la cui forma ricorda il cappello tradizionale dei pastori moldavi (Merdiano 13/ Margherita Gobbat)
Entrando in una stanza di una casa moldava durante le festività, lo sguardo si posa su un banchetto ricco e generoso, dove ogni piatto conquista con sapori unici. Nella cucina moldava convivono piatti meno conosciuti ai nostri occhi e preparazioni più familiari. Infatti, la cucina moldava appare come un affascinante crocevia di influenze slave, rumene e turche, fuse in ricette tradizionali: tra i piatti meno noti ci sono la zeamă, una zuppa a base di brodo di gallina, spaghettini corti e verdure, e la baba neagră, un pane scuro dal gusto quasi dolce, candidata per essere inserita nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Tra i più noti si trovano le plăcinte, torte salate o dolci ripiene di formaggio, verdure o frutta, i sarmale, involtini di carne e riso avvolti con foglie di vite o cavolo, e la mămăligă cu brânză, polenta di mais gialla servita con formaggio fresco, panna acida e mujdei, una salsina all’aglio. Il tutto è accompagnato da un buon calice di vino moldavo e, a chiudere il pasto, da un raffinato cognac, immancabile nelle occasioni di festa.
Al centro della tavola, soprattutto durante le festività invernali, cattura subito lo sguardo il dessert: il Cușma lui Guguță, il “cappello di Guguta”. Alla vista è bellissimo e insolito, mentre al palato rivela un gusto incredibilmente bilanciato e complesso.
Realizzato sovrapponendo strati di dolci crêpes sottili (bliny) ripiene di visciole (ciliegie amarene) e ricoperte da una soffice panna acida (smetana), il dolce assume la forma di un cappello da pastore tradizionale, creando un perfetto equilibrio tra dolcezza, acidità e consistenza. Popolare e raffinato, il dolce è conosciuto dal Danubio al Volga come “isba del monastero” o “capanna monastica” e continua a incantare per la sua forma e l’armonia dei sapori.
Storia di Guguță e del suo cappello magico che diventa torta
Spiridon Vangheli (1932–2024) è stato uno scrittore, poeta, traduttore ed editore moldavo. La sua opera più celebre, Isprăvile lui Guguță (“Le avventure di Guguță”), scritta negli anni Sessanta, è stata tradotta in circa 40 paesi e in quasi 60 lingue, con milioni di copie vendute, diffondendo le storie del piccolo Guguță oltre i confini dell’Unione Sovietica. Il cappello di lana del personaggio, un regalo del padre chiamato in rumeno “cușma”, ha ispirato l’omonima torta.
Nel 2010 la Moldova ha dedicato un francobollo a Guguță e al suo celebre cappello (Wikimedia Commons)
La torta Guguță, dalla sezione trapezoidale rovesciata, ricorda quel cappello speciale: grande, accogliente e capace di proteggere chiunque. Nelle storie, il cappello è così ampio che il piccolo pastore riesce a raccogliere sotto di sé molti bambini, riparandoli dalla pioggia e dal freddo invernale.
Durante l’inverno, Guguță protegge i bambini del villaggio, prendendoli tutti sotto il suo cappello magico, capace di ingrandirsi all’occorrenza: due, sette o persino tutti i bambini del villaggio possono starci comodamente sotto. Una metafora dolce e concreta di protezione e generosità, che oggi è diventata un vero simbolo nazionale della Moldova.
Un caffè che era simbolo di Chișinău: la Cafeneaua Guguțǎ
Oltre all’eredità letteraria e gastronomica, il nome di Guguță compare anche nella vita pubblica della Moldova. La storica Cafeneaua Guguță, situata nel parco centrale Ștefan cel Mare di Chișinău e amata sia dai cittadini sia dai turisti, era famosa per la sua entrata che ricordava il celebre cappello di Guguță.
L’edificio è stato al centro di un lungo contenzioso giudiziario dopo essere stato venduto da una società legata all’oligarca Vladimir Plahotniuc, oggi in carcere in attesa di processo. Seguì una disputa sulla possibilità di demolirla o sostituirla con un edificio moderno e, al momento, la caffetteria è ancora abbandonata.
Come preparare il Cușma lui Guguță: la ricetta passo dopo passo
Ecco la ricetta del dolce per circa 6-8 porzioni.
Ingredienti
Per le crêpes (bliny):
200 g di farina, 2 uova, 500 ml di latte, un pizzico di sale
Burro per la cottura
Per il ripieno:
300 g di visciole (ciliegie amarene) denocciolate, 100 g di zucchero (a piacere)
Per la crema:
250 ml di panna acida fresca, 2-3 cucchiai di zucchero a velo
Per decorare:
Cioccolato fondente grattugiato oppure anche cocco.
Preparazione
Preparare le crêpes: mescolare farina, uova, latte e sale fino a ottenere una pastella liscia. Cuocere le crêpes sottili in una padella leggermente imburrata.
Preparare il ripieno: cuocere le visciole con lo zucchero per qualche minuto fino a ottenere una composta densa. Lasciare raffreddare.
Farcire le crêpes: distribuire la composta di visciole sulle crêpes e arrotolarle in piccoli cilindri.
Comporre il dolce: disporre i rotolini a forma piramidale: alla base 5 cilindri, poi 4, 3, 2 e 1 in cima. Tra uno strato e l’altro stendere uno strato leggero di panna acida zuccherata.
Decorare: spolverare con cioccolato grattugiato o cocco come nel video qui sotto. Riporre il dolce in frigorifero per almeno 2 ore prima di servire. Poftă bună!
Ecco qui una video-ricetta che illustra passo per passo come creare questo dolce natalizio:
Ricercatrice al Center for Social Sciences (CSS) di Tbilisi e dottoranda al Research Center For Eastern European Studies (FSO) all'Università di Brema. Dal 2018 si sposta tra vari paesi dell’est Europa.